
Un colpo a un'auto in un parcheggio porta a un omicidio. Non è ancora del tutto chiaro il movente del caso che sta scuotendo il Cuoio e la Valdera, ma ci sono le prime ricostruzioni e, a quanto pare, alla base dell'uccisione di Kevin Muharremi ci sarebbe uno scontro tra vetture in un parcheggio a Capanne, nel comune di Montopoli in Val d'Arno, fuori da un pub.
Basta quello a scatenare la furia omicida di Renato Xyke? La risposta non c'è, ma fonti dal Cuoio riportano di una lite iniziata tra il gruppo di Muharremi e quello di Xyke a Capanne poco dopo la mezzanotte del 14 febbraio, cinque ore prima che il 25enne venisse freddato in via della Repubblica a Montecalvoli (Santa Maria a Monte).
A sparare sarebbe stato Xyke, ventenne disoccupato residente proprio a Montecalvoli. Italiano di origini albanesi, avrebbe avvicinato a bordo di un suv il furgoncino - guidato da un giovane di Ponte a Egola (San Miniato) - su cui stava seduto Muharremi. In auto con Xyke chi c'era? Su questo dovranno far luce gli inquirenti. Si sa solo che nel pomeriggio del 14 febbraio il ventenne è stato arrestato nello stesso suv vicino Arezzo, mentre viaggiava verso sud assieme alla famiglia. Adesso è in carcere a Arezzo, sarà sentito a breve.
Nel parcheggio di Capanne una manovra sbagliata avrebbe portato a un urto contro tra le vetture degli amici di Muharemmi e Xyke. Sarebbe nata una grossa lite, culminata con la caccia all'uomo: si suppone che l'assassino abbia provato a raggiungere la vittima anche mentre questa transitava per Santa Croce sull'Arno. L'arma del delitto, una Beretta 7.65 detenuta illegalmente, è stata sequestrata. Ma una domanda aleggia sul caso: è davvero scoppiato tutto per una manovra in auto o ci sono tensioni pregresse? È questo, bene ripeterlo, uno dei punti su cui indaga la procura.
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