Comune di Empoli boicotta farmaci israeliani, ma si continuano a vendere: interrogazione in consiglio comunale

I gruppi BE-Siamo Empoli e M5S segnalano che, nonostante la mozione di novembre, i farmaci israeliani continuano a essere venduti. Mennuti risponde: "Vincoli ordinistici e deontologici"


Era stata approvata lo scorso 24 novembre 2025 la mozione che aveva come oggetto l'interruzione delle collaborazioni con il Governo e con gli enti israeliani. Ieri, durante una seduta del Consiglio Comunale, Buongiorno Empoli Siamo Empoli e Movimento 5 Stelle hanno presentato un'interrogazione proprio su questo tema.

Tra gli effetti della mozione era previsto anche il boicottaggio, nelle farmacie comunali, dei farmaci di origine israeliana, in particolare quelli della multinazionale Teva, produttrice di farmaci generici. Tuttavia, questi farmaci continuerebbero a essere somministrati.

"Questo Consiglio comunale, su un tema internazionale come questo, aveva approvato a maggioranza una mozione che avrebbe dovuto avere un effetto concreto in città, ovvero che le farmacie - almeno quelle comunali - boicottassero i farmaci di origine israeliana e nello specifico sappiamo essere i farmaci Teva -, ha detto Leonardo Masi -. Però ci risulta che le farmacie comunali continuino la commercializzazione di questi farmaci. Ci chiediamo quindi il perché, se così fosse, l'impegno preso dal Consiglio, che impegnava la Giunta a intraprendere determinate azioni, non sia stato concretizzato".

A rispondere il vicesindaco Nedo Mennuti, che ha ricordato prima di tutto che "farmacisti e medici hanno un ordine professionale e un codice etico da rispettare. Prima ancora che la delibera fosse scritta, abbiamo contattato l'Ordine dei farmacisti, quello dei medici e i sindacati, e ho personalmente parlato con il segretario provinciale e il segretario regionale della FIMMG cercando di sollecitare il problema. Tuttavia mi hanno detto che da un punto di vista ordinistico e deontologico, non era possibile chiedere ai medici o ai farmacisti di boicottare specifici farmaci, e che non era stato accettato, in base al loro codice etico, l'affissione di circolari o cartelli nelle farmacie".

L'accordo raggiunto, spiega Mennuti, prevede che "se viene prescritto un prodotto con una marca ben precisa, questo viene somministrato. Qualora, invece, venga prescritto un prodotto di marca - ad esempio il Triatec che è il Ramipril - il farmacista informa il cliente della possibilità di un prodotto generico (che costa meno). Se il cliente accetta, gli viene chiesto se sta assumendo un prodotto generico e se risponde dicendo che sta assumendo il Teva, il prodotto Teva non viene cambiato. Nel caso in cui il cliente dica che gli vanno bene tutti i farmaci generici, contrariamente a quanto veniva fatto fino ad allora, il farmacista non propone più il prodotto Teva".

Secondo quanto afferma Mennuti, nelle farmacie comunali questa indicazione però non verrebbe rispettata, ma rassicura: "Ho riparlato con il dirigente delle farmacie comunali di Empoli spiegandogli quale doveva essere il corretto comportamento".

Per quanto riguarda le altre richieste fatte dalla mozione, Mennuti aggiunge che "questo Consiglio comunale si è mosso il 29 settembre per il riconoscimento dello Stato di Palestina, e il 15 ottobre ha aderito alla rete degli enti territoriali per i diritti del popolo palestinese, oltre ad aver aderito alla missione in Palestina con la partecipazione della presidente di questo Consiglio e la restituzione del viaggio il 30 gennaio con le impressioni sue, di sindaci e altri assessori, e la partecipazione del sindaco di Hebron".

"Oggettivamente - conclude - una piena adesione a quelle che erano le aspettative non c'è stata e, da quello che mi risulta, anche nei Comuni che avevano fatto deliberazioni simili sul comportamento che dovevano avere i farmacisti, dietro pressione poi dell'Ordine dei farmacisti, sono dovuti tornare un po' indietro".

A chiudere l'intervento è Masi: "Avevamo votato la mozione il 24 novembre pensando che, nei tempi tecnici di trasmissione all'organo delle farmacie, la cosa fosse applicata. Probabilmente c'è stato bisogno di un maggior impegno. A Sesto Fiorentino, le farmacie comunali e il sindaco hanno firmato un manifesto esposto all'esterno che annuncia il boicottaggio dei farmaci. Chiediamo quindi maggiore attenzione da parte dell'amministrazione sull'applicazione della mozione e se i farmaci Teva da banco siano comunque sempre disponibili nelle farmacie, indipendentemente dalle prescrizioni in corso".

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