"Non si deve rovinare il Giardino Scotto", la cultura pisana si mobilita contro il parcheggio

Scrittori come Marco Malvaldi e Athos Bigongiali, scienziati, il pianista Maurizio Baglini e il direttore d’orchestra Francesco Pasqualetti. E poi tanti professori universitari (tra cui la prorettrice Giuliani), storici e storiche, archeologhe come Marinella Pasquinucci e Letizia Gualandi, architetti come Marta Ciafaloni, Gabriele Berti, Dario Franchini, Riccardo Ciuti e Mario Pasqualetti, il già Presidente dell’Ordine Giuliano Colombini, storiche dell’arte e dell’architettura come Cinzia Sicca e Ewa Karwacka, un plotone di ricercatori del CNR, uno scienziato come Francesco Fidecaro scopritore della fusione di due stelle di neutroni, medici, fisici aerospaziali, la fisica Carla Signorini già direttrice di un Dipartimento dell’ESA, l’epidemiologo Fabrizio Bianchi, il Dirigente sanitario Damone, la regista Barbara Idda e l’attore Paolo Giommarelli, studiosi come Ilario Luperini e Maria Giulia Burresi e dirigenti pubblici e privati. Non mancano illustri docenti del S. Anna come Barbara Henry, Anna Loretoni e Maria Francesca Romano.

“Le firme sono più di cento” dicono dal piccolo gruppo organizzatore, nato in modo casalingo sotto la spinta di una urgenza: non si deve rovinare il Giardino Scotto, complesso monumentale di rilievo da tutelare. Un coro di no, compatto e altamente qualificato.

“Siamo stupite, dicono le promotrici, l’appello è partito in sordina, ma si è diffuso velocemente in città, come avesse una vita propria. Ci hanno scritto e telefonato in tante e tanti, e stanno arrivando altre firme.

Una cosa è chiara: la città non sopporterebbe una ferita nel suo cuore antico, con un intervento che, oltretutto, non risolverebbe i problemi dei residenti, causati da una ZTL inefficiente”

Il Giardino Scotto – recita l’appello - è una delle zone più rilevanti e complesse della città di Pisa, sita nell’area che dopo la seconda invasione dei fiorentini prese il nome di Cittadella Nuova. Si tratta di una delle fortificazioni orientali del quartiere Sud, Kinzica, che secondo un progetto di Filippo Brunelleschi (portato avanti anche dopo la sua morte) doveva ricongiungersi alla parte Nord della città attraverso il Ponte di Spina fortificato.

Il Ponte Alla Campana è il più antico della città, consente l’accesso al camminamento e alla torretta e insiste proprio sul Vallo antistante la Fortezza, nel quale sciaguratamente si vorrebbe costruire un parcheggio.

Per le sue origini e la sua funzione storica, il Vallo (l’antico fossato) è un’area umida, nella quale oggi vive una colonia di tritoni crestati, specie europea protetta.

Facendo parte delle mura urbane, il Giardino Scotto è soggetto a dispositivi di tutela:

1. Vincolo Diretto dell’11 settembre 1989, che tutela l'intero complesso, inclusi i bastioni della Fortezza Sangallo, i giardini, gli spalti, il fossato, l'alveo, il ponte in pietra, la piazza antistante al ponte e le relative pertinenze.

2. Vincolo Indiretto del 25 agosto 1992, che istituisce una "zona di rispetto alla Fortezza del Sangallo o Giardino Scotto";

3. Vincolo Paesaggistico con D.M. 10/09/1957 a Tutela di tutte le aree verdi all'interno delle mura urbane di Pisa.

Insomma, questo parcheggio non s’ha da fare. L’appello sarà inviato alle autorità locali ma anche al Ministro Giuli e alla Direzione nazionale dei beni culturali, archeologici e paesaggistici. Intanto, la petizione lanciata dai cittadini del quartiere di S. Martino e sostenuta dalle associazioni ambientaliste sta sfiorando le duemila firme

Firmatari ordinati 20_02_FINALE

IL GRUPPO PROMOTORE DELLA RACCOLTA FIRME

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