Riforma CSM: Toscana 2030 vota NO "per restare un paese libero"

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Secondo il presidente Domenico Capezzoli: "La separazione delle carriere è un attacco al cuore della Costituzione. Votiamo NO"


L’associazione Toscana 2030, guidata dal Presidente Domenico Capezzoli, esprime profonda preoccupazione in merito alla riforma dell'ordinamento giudiziario e annuncia la propria mobilitazione per il NO al prossimo referendum costituzionale.

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"Siamo di fronte a un tentativo pericoloso di riscrivere le regole del gioco democratico", dichiara Domenico Capezzoli. "La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri non è una soluzione tecnica, ma una scelta politica che mira a isolare il PM, aprendo la strada a un suo futuro controllo da parte del potere esecutivo. Toscana 2030 dice NO a una giustizia che rischia di diventare 'di parte'."

L'analisi di Toscana 2030 si concentra sui rischi sistemici derivanti dalla rottura dell'unità della magistratura:

  • Il PM lontano dalla cultura del Giudice: Separare le carriere significa recidere il legame che oggi impone al Pubblico Ministero di cercare anche le prove a favore dell’indagato. Il rischio è la nascita di un 'super-poliziotto' interessato solo alla condanna, perdendo di vista la ricerca della verità oggettiva.
  • Sottomissione all'esecutivo: In ogni sistema dove le carriere sono separate, il passo successivo è il controllo del Governo sulla pubblica accusa. Questo comprometterebbe l'uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, rendendo l'azione penale influenzabile dalle priorità politiche del momento.
  • L'illusione del sorteggio: Capezzoli critica aspramente anche il sorteggio per i membri del CSM: "Affidare al caso il governo della magistratura è una rinuncia al merito. Non si combattono le correnti con una lotteria, ma con la trasparenza e la responsabilità."
  • L'Alta Corte come clava politica: La creazione di un organo disciplinare esterno è vista come una minaccia alla serenità dei giudici, che potrebbero trovarsi sanzionati da un organismo a forte trazione politica per sentenze 'scomode'.

"Il cittadino toscano e italiano merita una giustizia rapida, non una giustizia controllata", conclude il Presidente di Toscana 2030. "Questa riforma non tocca minimamente la durata dei processi, ma si accanisce sull'indipendenza dei magistrati. Invitiamo tutti a recarsi alle urne per difendere l'autonomia della magistratura: votiamo NO per restare un paese libero e democratico."

Fonte: Toscana 2030 - Ufficio Stampa

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