Toscana, presentata proposta di legge per aiuti alla piccola editoria

Il provvedimento, presentato dal Movimento 5 stelle, è stato illustrato nella seduta congiunta delle commissioni Sviluppo economico e Cultura


Promuovere e sostenere la piccola editoria toscana, che rappresenta un presidio culturale fondamentale, veicola il pluralismo delle idee e valorizza il patrimonio artistico, la storia e le tradizioni della regione. Sono gli obiettivi della proposta di legge, presentata dal Movimento 5 stelle, che la consigliera Irene Galletti ha illustrato questa mattina davanti alle commissioni Sviluppo economico e Cultura riunitesi in seduta congiunta, presiedute rispettivamente da Brenda Barnini (Pd) e Diletta Fallani (Avs).

"Sostenere la piccola editoria toscana significa tutelare il pluralismo culturale e dare spazio ad autori e storie che arricchiscono il nostro territorio. Questa proposta può aiutare a ridurre almeno in parte lo squilibrio competitivo tra piccoli e grandi editori", ha dichiarato la presidente della commissione Cultura Diletta Fallani.

Secondo la presidente della commissione Sviluppo economico Brenda Barnini, “sostenere la piccola editoria significa sostenere la cultura e le tradizioni della Toscana, ma soprattutto significa fornire strumenti di sviluppo a aziende di piccole dimensioni e aiutare la sostenibilità d’impresa in un settore dell’economia dove è particolarmente difficile conquistare e tenere quote di mercato”.

In particolare, come ha spiegato Galletti illustrando il provvedimento, attraverso i sette articoli di cui si compone la legge si intende riconoscere l'editoria del libro (sia in formato fisico che digitale) come strumento cardine per la formazione culturale dei cittadini e lo sviluppo dell'industria creativa locale, concentrando l'azione regionale sul rafforzamento e sull'innovazione della piccola imprenditoria editoriale; individuare le direttrici d'intervento della Regione, tra cui il sostegno alle piccole case editrici con sede in Toscana, la promozione di reti e integrazioni di filiera, gli investimenti in tecnologie digitali (produzione, accessibilità, gestione dei diritti d'autore) e la diffusione all'estero di opere e autori incentrati su storia e cultura toscane; regolare l'assegnazione di contributi tramite bando pubblico fino a un massimo di 15.000 euro per impresa. Stabilisce i criteri di accesso (codice Ateco 58.11, almeno 3 anni di attività continuativa, fatturato annuo pari o inferiore a 200.000 euro e produzione tra 5 e 25 titoli all'anno nell'ultimo triennio); istituire un marchio registrato di “Libro Toscano”, per identificare gli editori beneficiari dei contributi e valorizzare l'identità culturale toscana in Italia e all'estero; riservare all'Assemblea legislativa il controllo sui risultati tramite una relazione annuale predisposta dalla Giunta; autorizzare un finanziamento massimo di 300.000 euro complessivi per l'attuazione degli interventi suddivisi in 150.000 euro per l'anno 2027 e 150.000 euro per il 2028.

“Questo è un tema su cui siamo sensibili”, ha dichiarato Matteo Zoppini (Fratelli d’Italia), annunciando che il suo gruppo presenterà una serie di emendamenti per correggere alcuni punti della legge. Zoppini ha chiesto anche di conoscere i documenti sulla base dei quali sono state individuate le soglie e i requisiti indicati nel testo e di valutare con attenzione la questione del marchio, affinché non resti solo un’operazione di facciata.

Fonte: Consiglio regionale della Toscana - Ufficio Stampa

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