
“Nel Giorno della Memoria abbiamo una responsabilità: essere sentinelle di Memoria, come ci ha chiesto Liliana Segre, perché la Shoah e gli orrori del nazifascismo non diventino una riga sui libri di storia e la storia non venga negata o riscritta”. È il messaggio che l’assessora all’Istruzione e alla Cultura della Memoria Alessandra Nardini consegna alle studentesse e agli studenti che questa mattina hanno partecipato in presenza e collegati dalle loro classi alla grande iniziativa rivolta alle scuole organizzata dalla Regione al Cinema La Compagnia di Firenze.
“Niente silenzi: le responsabilità non furono solo dei nazisti, ma anche dei fascisti italiani; il fascismo non ha fatto anche cose buone: è stato orrore e negazione di libertà, fin dal suo inizio. Nessun revisionismo”, afferma nel suo discorso di apertura, sottolineando che “oggi ricordiamo la Shoah e le altre deportazioni della persecuzione nazifascista: oppositori politici e scioperanti del marzo '44, rom e sinti, persone con disabilità, comunuta' LGBTQIA+, testimoni di Geova, internati militari italiani”.
“La Memoria, è un lavoro lungo e faticoso” e “quando è vera, non consola: inquieta, interroga, pretende vigilanza”, aggiunge. “Con questo spirito – spiega - il 23 marzo torneremo ad Auschwitz con studentesse e studenti, perché torna finalmente il Treno della Memoria”.
Nardini invita a guardare il legame tra Memoria e presente. Da un lato lancia l’allarme contro l’antisemitismo, “un veleno mai sopito che sta riemergendo con forza” e precisa che “la critica doverosa alle politiche di un Governo non può diventare odio verso un popolo o una fede”. Dall’altro esprime preoccupazione per la piega che sta prendendo il mondo: “Oggi l’uso della forza è tornato normale: deportazioni evocate, confini come merce, popoli ridotti a pedine; la potenza unilaterale erode multilateralismo e diritto internazionale”. “Come non sottolineare – fa notare l’assessora - come oggi si parli di “prendersi" territori come la Groenlandia, di usare la forza nottetempo, come in Venezuela; come non ricordare l'attacco al popolo ucraino, quello che continua ad accadere a Gaza e in Cisgiordania, i nostri mari-cimitero e le esecuzioni in strada negli Stati Uniti”. “Di fronte a tutto questo non è consentita l'indifferenza”, afferma ricordando le parole di Anna Foa che contengono un chiaro riferimento a Gaza: “la Memoria ha senso solo se sa interrogare il presente, un monito perché non accadano più genocidi”.
In chiusura, l’assessora si sofferma sull’importanza della scuola, che ha “un ruolo decisivo: costruisce anticorpi e per questo ha bisogno di risorse e strumenti, non tagli”. “Non servono metal detector, serve un investimento educativo serio e continuativo”, dice Nardini, riferendosi alla vicenda dello studente di La Spezia accoltellato in classe. “È a scuola che si formano cittadine e cittadini liberi e consapevoli”, continua l’assessora, “e le insegnanti e gli insegnanti hanno il diritto, anzi il dovere, di parlare di antifascismo e di quello che sta accadendo nel mondo, senza dover rischiare di finire in liste di proscrizione o che le proprie scuole siano soggette ad ispezioni ministeriali”.
Infine un ultimo appello alle ragazze e ai ragazzi a essere anticorpi contro l’indifferenza: “La Memoria vi riguarda, fate domande, pretendete risposte, siate sentinelle contro negazionismo e revisionismo, contro la banalizzazione del fascismo, odio travestito da opinione. Le piazze che voi riempite vanno ascoltate, non criminalizzate: potete essere l’anticorpo. Opponetevi alle leggi che discriminano, alla violenza, alla guerra e all'indifferenza, aiutate il mondo a rispettare la promessa che si fece dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale: mai più”.
Fonte: Regione Toscana
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