
L'intervento della consigliera Annalisa Buti dopo la preoccupazione della struttura sulle risorse
In seguito al dibattito che si è acceso sulla gestione del canile sanitario di Santa Croce sull’Arno, la consigliera delegata al benessere animale Annalisa Buti interviene sull'entità delle risorse messe in campo dall'Amministrazione. Le precisazioni arrivano dopo che l'associazione che gestisce la struttura, "Cuori con la Coda", ha espresso preoccupazione per le risorse messe a disposizione. In particolare, nei giorni scorsi in un articolo sul quotidiano La Nazione, sono stati raccontati due esempi su tutti di cani soccorsi dall'associazione e bisognosi di cure costose, la quantità di felini seguiti nelle tante colonie sul territorio e le spese crescenti nell'opera di volontariato quotidiano.
Nella nota del Comune, che riportiamo intera di seguito, la consigliera Buti sottolinea come "il sostegno alla struttura sia costante e ben più ampio di quanto percepito".
Comune: "Sostegno costante. Smentiamo abbandono istituzionale"
"La consigliera smentisce con decisione la ricostruzione secondo cui il contributo comunale si limiterebbe a soli 3mila euro, infatti contrariamente a quanto veicolato, si attesta a ben più di 22.500 euro annui di contributi.
Nello specifico, il Comune di Santa Croce sull’Arno eroga annualmente un contributo di quasi 19 mila euro dedicato alla cura dei cani e 3500 euro per le colonie feline. Quasi 2mila euro al mese di sostegno diretto alla cura degli amici a quattro zampe.
L’attenzione dell’Amministrazione si è rivolta anche alla risoluzione di criticità logistiche storiche, non considerate precedentemente. Per porre fine alla condivisione dell'utenza elettrica con lo stadio comunale Masini, situazione che in passato aveva generato disagi, è stato finanziato dall’amministrazione comunale l’intervento per l’installazione di un contatore autonomo. Questo investimento, costato 1.600 euro, garantisce finalmente al canile un'indipendenza gestionale fondamentale per il funzionamento quotidiano.
Quest’anno, a dimostrazione di una sinergia attiva, il canile ha beneficiato inoltre di un ulteriore supporto. Grazie all’idea curata dalla stessa consigliere Buti, in occasione dell'iniziativa Green Day, è stato devoluto al canile, il ricavato di 1.500 euro dal soggetto gestore dei servizi educativi. Un gesto concreto nato dalla partecipazione della comunità e dalla volontà di investire nella cura degli animali.
È importante inoltre fare chiarezza sulla natura stessa della struttura. Avere un canile sanitario sul proprio territorio è un servizio di eccellenza che non tutti i comuni, specialmente quelli di dimensioni contenute come Santa Croce, possono vantare.
A differenza del canile rifugio, che in Toscana è solitamente appannaggio dei soli capoluoghi di provincia e funge da residenza a lungo termine, il canile sanitario svolge una funzione di primo soccorso e vigilanza epidemiologica. Qui i cani ritrovati abbandonati vengono visitati, microchippati e monitorati dai veterinari dell'Asl Toscana Centro durante il periodo di osservazione sanitaria obbligatoria. È il primo e più delicato anello della catena di protezione animale, un presidio di salute pubblica che l'amministrazione sostiene con convinzione, garantendo standard che vanno ben oltre la semplice accoglienza. Una scelta non scontata, da parte dell’amministrazione comunale, quella di avere un presidio che svolge un servizio simile.
Queste risorse garantiscono il benessere degli ospiti, smentendo la narrazione di un abbandono istituzionale. Sommare contributi ordinari, donazioni straordinarie e investimenti strutturali significa riconoscere il valore sociale del canile, respingendo dichiarazioni che appaiono prive di fondamento".
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