
Il finissage aperto al pubblico, che sabato 14 febbraio si è tenuto a Villa Pacchiani ha permesso ai partecipanti di approfondire i temi della mostra collettiva di arte contemporanea “Ursa Major” che è visibile da parecchie settimane nello spazio espositivo santacrocese. Si tratta della prima mostra organizzata dal nuovo direttore di Villa Pacchiani nominato alcuni mesi fa, Alessandro Cocchieri e allestita insieme a Giacinto Di Pietroantonio. Durante l'incontro sono emersi aspetti sui sette artisti che hanno esposto, che dalla semplice visita della mostra emergono difficilmente, quindi un momento di conoscenza e approfondimento, affrontato in modo accessibile anche ai non addetti a lavori. Aspetto importante quest'ultimo, visto che si tratta di opere contemporanee che oscillando tra l'informale e l'astratto e che quindi sono immediatamente fruibili da tutti.
“Un momento di dialogo con artisti e curatori, quello di sabato scorso, - come ha spiegato Cocchieri – con una visita alla mostra per celebrare la chiusura di un progetto che ha messo in relazione sette universi poetici e molteplici linguaggi dell’arte contemporanea”.
L'incontro infatti è stata l'occasione per fornire ai partecipanti quella che in critica d'arte si chiamano le categorie conoscitive per comprendere e apprezzare meglio queste opere di assoluto valore nel panorama artistico coevo.
Al Finissage erano presenti anche il sindaco Roberto Giannoni, l'assessore alla cultura Simone Balsanti. Il primo cittadino ha voluto commentare questa iniziativa dicendo: “Sinceramente l’arte contemporanea, almeno per me, non è sempre di facile interpretazione, ma grazie a Alessandro Cocchieri, la giornata conclusiva della mostra Ursa Major e’ stata accattivante perché con la moderazione di Giacinto Di Pietrantonio abbiamo scoperto aneddoti e curiosità dei sette artisti partecipanti. Da come nasce l’idea della nuvola che muore a come due gemelli possono diventare un unico artista. L’idea che avevamo come amministrazione di avvicinare anche i non addetti ai lavori a questo mondo ha preso la strada giusta. Alla fine – ha continuato Giannoni - fare cultura nell'ambito delle arti figurative credo che voglia dire per gli amministratori locali, creare momenti che rappresentino nuove occasioni di conoscenza per i visitatori e per la popolazione. In questo senso per una realtà come Santa Croce sull'Arno credo che con Ursa Major si sia pienamente centrato l'obiettivo. Questi eventi sono fondamentali per la crescita culturale di un territorio perché mettono in circolazione le idee e un'idea non si sa mai cosa possa generare di positivo, come ci insegna la storia, non solo in ambito artistico, ma anche in altri contesti
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