Frodi fiscali e riciclaggio, beni per circa 2 milioni di euro sequestrati a un gruppo di imprese empolesi

Foto Guardia di Finanza Firenze

Il provvedimento eseguito dalla guardia di finanza, per delega della procura: secondo le indagini, le società sarebbero state utilizzate per l'emissione di fatture relative a operazioni inesistenti


Sequestrati dalla guardia di finanza beni per circa 2 milioni di euro nei confronti di due imprenditori di Empoli, entrambi indagati, e delle società a essi riconducibili operanti nei settori dei trasporti e della lavorazione dei tessuti. Il provvedimento, eseguito per delega della procura di Firenze che ha coordinato le indagini sviluppate dalle fiamme gialle di Empoli, come spiegato dalla Gdf costituisce l'esito di una complessa attività investigativa in materia di frodi fiscali e riciclaggio che ha ricostruito "un articolato sistema di rapporti societari e commerciali ritenuti, allo stato delle indagini, funzionali alla realizzazione di rilevanti illeciti di natura economico-finanziaria".

Le indagini

Le indagini hanno preso avvio dal monitoraggio di un gruppo di società empolesi, legalmente rappresentate dai due principali indagati e tra loro interconnesse da rapporti commerciali, sulle quali si è concentrata l'attenzione delle fiamme gialle "anche in ragione delle rilevanti pendenze maturate nei confronti dell'Erario". I primi approfondimenti hanno fatto emergere come la maggior parte di queste imprese "risultasse priva di lavoratori dipendenti, utenze elettriche e attrezzature idonee all'effettivo svolgimento dell'attività economica dichiarata". Secondo quanto ricostruito le società sarebbero state utilizzate per l'emissione di fatture relative a operazioni inesistenti, attraverso le quali imprese terze avrebbero potuto indicare nelle proprie dichiarazioni costi mai effettivamente sostenuti, conseguendo in tal modo indebiti risparmi d'imposta.

La dichiarazione del comandante della guardia di finanza di Empoli Luca Fusco

"Dal monitoraggio del tessuto imprenditoriale empolese è emerso un gruppo di società "fantasma", prive di utenze, lavoratori dipendenti e macchinari, che secondo l'ipotesi accusatoria avrebbero emesso fatture per operazioni inesistenti in favore di altri imprenditori, così da consentire loro un indebito risparmio d'imposta, tramite la dichiarazione di costi mai realmente sostenuti" dichiara il capitano Luca Fusco, comandante della Compagnia della guardia di finanza di Empoli. "L'azione di recupero dei relativi proventi illeciti, quantificati in circa 2 milioni di euro, testimonia come la guardia di finanza agisca non solo a tutela delle pretese erariali, ma anche a garanzia della leale concorrenza tra operatori economici".

Individuate ulteriori 15 imprese "cartiere"

Il quadro emerso, segnalato alla procura, ha dato impulso ad ulteriori attività investigative sviluppate sull'intero territorio nazionale. L’ampliamento degli accertamenti ha consentito di individuare ulteriori 15 imprese ritenute "cartiere", non solo in Toscana ma anche in Lombardia, Campania e Lazio, risultate collegate alle società empolesi attraverso rapporti commerciali che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati "meramente fittizi e funzionali alla generazione di ulteriori indebiti risparmi d’imposta". Emerso inoltre un ulteriore e distinto meccanismo ritenuto fraudolento, continuano dalle fiamme gialle "volto a depauperare il patrimonio della società empolese maggiormente indebitata nei confronti dell’Erario. In particolare, quest’ultima, pur mantenendo l’effettiva disponibilità di un capannone a uso industriale, lo avrebbe ceduto a un’altra società del medesimo gruppo, spogliandosi formalmente di un rilevante cespite patrimoniale e ostacolando, in tal modo, eventuali azioni di riscossione coattiva nei propri confronti".

Gli indagati nell'inchiesta, per i quali sono ipotizzati i reati di utilizzo di emissione di fatture per operazioni inesistenti, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e riciclaggio, sono due imprenditori dell'Empolese di 66 e 38 anni. Sempre secondo quanto ricostruito il più anziano sarebbe titolare di tre delle imprese "fantasma" mentre al più giovane ne farebbero capo due, più una operativa che si occupa di trasporto e lavorazione tessuti, che sarebbe l'unica azienda beneficiaria del meccanismo fraudolento individuato dalle indagini.

Sequestrati 2 milioni tra rapporti bancari, proprietà, auto, gioielli

Sulla base degli elementi raccolti dalle indagini, il Tribunale di Firenze ha disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro nei confronti dei due principali indagati e delle società interessate. I militari della guardia di finanza hanno eseguito la misura su rapporti bancari e finanziari, proprietà fondiarie e immobiliari, crediti d’imposta, autoveicoli, gioielli e orologi di lusso, sino alla concorrenza dell’importo disposto dall’autorità giudiziaria. Come evidenziato il provvedimento costituisce una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari e il procedimento penale è tuttora pendente.

Notizie correlate



Tutte le notizie di Empoli

<< Indietro

torna a inizio pagina