
Il giovane diciassettenne, in occasione di un soggiorno studio in Scozia, ha portato la sua passione per l'arbitraggio, ottenendo la certificazione e dirigendo partite nelle categorie giovanili locali
C’è chi a 17 anni sogna di diventare il nuovo bomber di Serie A e chi, invece, sogna una carriera da arbitro. È il caso di Damiano Cicconofri, giovane empolese che mai avrebbe immaginato di portare la sua passione per il fischietto a migliaia di chilometri da casa, durante un soggiorno studio all’estero.
Damiano, 17 anni, frequenta la classe IV A del Liceo Scientifico 'Il Pontormo' di Empoli ed è arbitro della sezione locale da maggio 2023. Ad agosto scorso, il giovane ha intrapreso un’avventura unica, partendo come exchange student per un periodo di quattro mesi in Scozia, nella cittadina di Rosyth, a pochi chilometri da Edimburgo. L’obiettivo? Imparare l’inglese e immergersi in una nuova realtà.
Fin dal primo giorno di scuola, Damiano ha colto un'opportunità speciale: il primo giorno di scuola ha saputo con stupore che tra le materie di studio dell’istituto scozzese c'era pure il
corso di 'Football Refereeing'. La passione per il calcio e l’arbitraggio hanno avuto la meglio sulla nostalgia di casa. Deciso a mettersi in gioco si è presentato ai docenti del corso, e nonostante la sfida della lingua, ha frequentato nuovamente le lezioni per arbitri in inglese. Grazie alla sua esperienza pregressa e alla determinazione, ha superato il test in poche settimane, ottenendo il titolo di direttore di gara della Federazione Scozzese.
Una volta 'certificato', il presidente della sezione locale lo ha affidato al designatore, che lo ha inserito come arbitro nelle categorie giovanili (Under 14, Under 15 e Under 16). Damiano ha diretto sei gare, nonostante i continui rinvii per le difficili condizioni climatiche scozzesi dovuti a pioggia, vento e neve.
Il contesto scozzese ha regalato emozioni e sensazioni uniche, allo stesso tempo strane e fantastiche: l’informalità dei terreni di gioco (improvvisati pochi minuti prima della gara nei parchi pubblici), con le linee tracciate poco prima del fischio d’inizio, con porte e panchine che compaiono nell'immediato della gara per sparire subito dopo. Un'informalità, però, sempre accompagnata dalla correttezza sportiva tipicamente britannica.
Rientrato a Empoli a metà dicembre, Damiano si è riportato nei ranghi della sezione AIA locale, ma porta con sé ricordi indelebili tra cui la divisa scozzese e la tuta di allenamento, donata dal presidente della sezione di Fife, alla quale Damiano ha ricambiato regalando la sua divisa italiana.
La Scozia gli ha insegnato un modo diverso di vivere il calcio: dall’organizzazione pre-gara con i mister (telefonate nei gg precedenti per stabilire il colore delle maglie), alle ammonizioni comminate con passanti occasionali accanto al campo (visto che non esisteva recinto di gioco), fino ai piccoli dettagli che rendono ogni partita unica (come le comunicazioni verbali ai giocatori in lingua e in dialetto locale), o infine, il rimborso pagato 'cash' direttamente dalle squadre a fine gara.
Un’ esperienza 'internazionale', vissuta con entusiasmo e passione, che rappresenta per Damiano una tappa significativa della sua crescita, dentro e fuori dal campo
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