Cassiere licenziato col test del carrello non rientra in Pam: chiesta indennità

Il cassiere licenziato col test del carrello e reintegrato dal giudice opta per l’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18


Il cassiere 62enne licenziato con il test del carrello e reintegrato dal giudice che aveva giudicato il licenziamento illegittimo e discriminatorio, non tornerà al lavoro in Pam. L'uomo ha scelto di chiudere definitivamente il rapporto usufruendo dell’indennità sostitutiva prevista dall’articolo 18, pari a 15 mensilità.

Dopo la sentenza del 29 dicembre, era stato richiamato il 31 dicembre, ma ha rifiutato, temendo un clima ostile sul lavoro. "La sua decisione scaturisce dai mesi di alta tensione mediatica e personale, che hanno portato a un deterioramento psicologico", ha spiegato il segretario della Filcams Cgil senese, Mariano Di Gioia. Giomi ha inoltre ricevuto proposte di lavoro alternative e ha deciso di prendersi un periodo di riposo.

Secondo la Cgil, la vicenda rappresenta una vittoria per tutti i lavoratori della Gdo, dimostrando che il metodo del test del carrello non può essere applicato ad altre realtà della grande distribuzione. La scelta di Giomi, pur personale, conferma un precedente giuslavoristico importante per la categoria.

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