
La Flc Cgil Toscana condanna i gravi atti di intimidazione ai docenti e il tentativo di limitare la libertà da parte di Azione studentesca
La Flc Cgil Toscana condanna i gravi atti di intimidazione ai docenti e il tentativo di limitare la libertà di insegnamento da parte di Azione studentesca, associazione legata al partito Fratelli d’Italia.
"Da qualche settimana in alcune province della Toscana, come Prato e Pisa, e in altre regioni italiane, circolano volantini di Azione studentesca dove, attraverso un qr code, si accede ad un questionario nel quale si chiede chi siano i professori di sinistra nella propria scuola.
E’ evidente che si tratti di un tentativo di schedatura degli insegnanti, penalmente perseguibile, con un intento limitante della libertà di insegnamento, che ricordano le liste di proscrizione del regime fascista o il controllo autoritario all’interno delle fabbriche negli anni 50-70 del secolo scorso.
Atto, non soltanto penalmente grave, ma anche con un intento limitante della libertà di insegnamento, proprie delle liste di proscrizione del regime fascista, In questo scenario antidemocratico che è alimentato da una marea montante di deligittimazione di ogni dissenso, si inserisce anche lo striscione di Azione studentesca appeso qualche giorno fa alla cancellata del liceo Livi di Prato. Un’iniziativa intimidatoria contro i docenti di quella scuola che hanno proposto una riflessione sull’antifascismo nel programma di educazione civica, contro la quale la Flc Cgil ha subito risposto in difesa del personale della scuola e della democrazia nell’istituto. In questo contesto, sottolineiamo il silenzio assordante da parte del Ministero dell’Istruzione del suo ufficio regionale.
La libertà di insegnamento è garantita dall’art.33 della Costituzione che tutela il docente non solo nella scelta dei contenuti, delle fonti e delle metodologie didattiche, ma anche rispetto a forme di condizionamento esterno che, anche quando non si traducono in censure esplicite come in questi casi, possono determinare un effetto dissuasivo sull’attività di insegnamento. Ciò vale a maggior ragione quando l’oggetto dell’attività didattica viene qualificato come sensibile e problematico non per caratteristiche intrinseche, ma in ragione di percezioni e reazioni maturate al di fuori dell’ambiente scolastico ed espresse, sia con circolari ministeriali, sia con atti intimidatori di tipo fascista.
Per questi motivi, la Flc Cgil Toscana continuerà la sua lotta contro qualsiasi tentativo restrizione dei diritti dei docenti e di tutto il personale scolastico, perché la libertà di insegnamento non può essere condizionata, né dal dibattito pubblico esacerbato da gogne mediatiche, né dalle reazioni autoritarie anticostituzionali".
Il Segretario generale Flc Cgil Toscana Pasquale Cuomo
Notizie correlate
Tutte le notizie di Toscana
<< Indietro





