"Gli italiani non votano più", in tanti all'evento della Fondazione I Care: "Riaccendere la partecipazione"

La libertà è partecipazione, recita una nota canzone, ma se la partecipazione al voto ed alla vita sociale e politica è in forte declino, siamo un po’ tutti meno liberi? Perché questo è avvenuto? Cosa possiamo fare per invertire la tendenza? Gli strumenti partecipativi messi in atto sono sempre quelli giusti per stimolare la partecipazione o è solo una prassi amministrativa? E' possibile coinvolgere maggiormente i cittadini nelle scelte che incidono sulle loro vite? Queste ed altre domande ci siamo posti nell’organizzare l’evento “Gli italiani non votano più!” con Antonio Floridia e Carlo Baccetti, alla Fondazione I CARE di Fucecchio.

La buona partecipazione ha dimostrato interesse anche delle forze politiche. L’analisi dei relatori è stata puntuale ed esaustiva con riferimenti importanti anche al nostro territorio. Per noi questo appuntamento rappresenta un punto di partenza importante per riaccendere la necessaria partecipazione da parte dei cittadini. L’astensionismo è passato, in pochi decenni, da fenomeno minoritario ad aspetto che caratterizza le nostre democrazie. La bassa partecipazione si manifesta ormai tanto in occasione delle elezioni nazionali quanto a livello locale. I cittadini, le associazioni, le istituzioni ed i partiti devono riacquisire un ruolo da protagonisti per coinvolgere i milioni di cittadini che in questi anni hanno deciso di non recarsi alle urne. Sarebbe stato impensabile realizzare il distretto del cuoio e della calzatura con tutte le problematiche ambientali conseguenti senza la partecipazione delle forze sociali e dei cittadini attivi, che hanno consentito negli anni passati la prosperità e la ricchezza della nostra area e senza che uno scandalo di malversazione abbia sfiorato i nostri amministratori locali.

Noi come Fondazione I Care pensiamo che per invertire la tendenza non siano sufficienti appelli generici e campagne pubblicitarie in occasioni delle elezioni al dovere di voto. Servono interventi strutturali, su più livelli, che riguardino tanto le istituzioni quanto gli attori politici e la società civile. Come emerso nel corso dell'incontro, occorre promuovere nuovi strumenti come il voto elettronico oppure il voto anticipato e venire incontro alle necessità dei cosiddetti elettori fuori sede. Serve soprattutto riformare veramente i partiti, renderli democratici e trasparenti, favorire la partecipazione aprendo o riaprendo luoghi con funzioni reali come formazione, servizi di orientamento verso le istituzioni, ascolto, progettazione di politiche locali e non più solo come comitati elettorali. Allo stesso tempo è necessario investire sulla formazione politica in particolare per i giovani, gli amministratori locali, gli iscritti, gli elettori attivi. È necessario mettere tutti coloro che sono interessati nelle condizioni di poter partecipare e decidere attraverso percorsi partecipativi, sia sulle scelte programmatiche, sia sulla selezione delle candidature. Anche la scuola deve svolgere una funzione importante nell'ottica di rafforzare l'insegnamento dell'educazione civica e promuovere l'educazione al voto. È nostra intenzione stimolare un dibattito franco e sincero su queste tematiche e ritornare soprattutto ad ascoltare i cittadini perché solo con la loro attiva partecipazione possiamo migliorare il nostro paese.

Fonte: Fondazione I Care Fucecchio

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