
È andata in onda mercoledì 4 febbraio la seconda puntata di Sogni Arzilli, lo spazio radiofonico condotto da Alessio Arzilli su Radio Lady, dedicato ai sogni, ai percorsi personali e allo scambio tra generazioni.
Ospite della puntata è stata Matilde Gamannossi Degl’Innocenti, docente di Lettere e Storia, protagonista di un racconto sincero sul mestiere dell’insegnare, sulle scelte non lineari e sull’importanza dell’ascolto nella scuola di oggi.
Dalla voce degli studenti a quella dei docenti
Dopo la prima puntata dedicata alle studentesse, Arzilli ha aperto l’incontro sottolineando come Sogni Arzilli voglia alternare punti di vista diversi: «La scorsa volta abbiamo ascoltato la voce delle studentesse, oggi ascoltiamo quella di una docente».
Una scelta che ha permesso di entrare nel mondo della scuola da un’altra prospettiva, raccontando il percorso di una professoressa giovane, già di ruolo, capace di parlare di crisi, tentativi e scoperte senza idealizzazioni.
Un percorso non lineare, guidato dalle parole
Alla domanda su come si diventi così giovani docenti di ruolo, Matilde ha raccontato un percorso tutt’altro che scontato. L’insegnamento non è stato un sogno immediato, ma una scoperta maturata nel tempo.
Il filo rosso della sua storia è sempre stato l’amore per le parole: dal liceo classico agli studi universitari in lettere e filologia, fino alle prime esperienze nel mondo dell’editoria e dell’insegnamento in contesti non ordinari. Dal volontariato con persone da alfabetizzare ai corsi rivolti a richiedenti asilo, è stato proprio il contatto umano a farle comprendere che insegnare sarebbe diventato il suo mestiere.
«Insegnare non annoia mai – ha spiegato – perché è sempre uno scambio continuo. Ricevi nuove energie, nuove idee».
Precarietà, concorsi e consapevolezza
Nel corso della puntata si è parlato anche della precarietà che caratterizza il lavoro docente. Matilde ha raccontato le prime supplenze, spesso brevi e in territori diversi, e il modo in cui ha affrontato i concorsi senza lasciarsi paralizzare dall’ansia.
«Ho smesso di pensare al ruolo come un’ossessione – ha detto – e ho fatto il concorso con serenità. Solo così sono riuscita a superarlo».
Un racconto che ha permesso anche agli ascoltatori esterni al mondo della scuola di comprendere meglio i meccanismi dei concorsi e le difficoltà che molti insegnanti affrontano prima della stabilizzazione.
Ascolto, linguaggio e talento
Riprendendo una proposta lanciata nella prima puntata dalle studentesse – l’idea di dedicare un’ora settimanale a parlare di sogni, desideri e difficoltà – il dialogo si è spostato sul tema dell’ascolto.
Per Matilde, la lingua e la letteratura hanno un ruolo centrale: aiutano a dare un nome alle emozioni, a conoscersi e a non sentirsi soli. «Se non riesco a dare un nome a quello che sento, difficilmente riuscirò a capirmi e a comunicare con gli altri».
Riconoscere i talenti, ha spiegato, è possibile solo parlando con i ragazzi, creando spazi di dialogo e accettando che ogni percorso sia diverso.
Sogni e opportunità
Nella parte finale della puntata, Matilde ha raccontato il suo impegno all’interno dell’Associazione Matteo Patrizi, nata per trasformare un grande dolore in opportunità per altri. Tra i progetti sostenuti, anche iniziative educative e musicali in contesti di forte fragilità, come una scuola di musica in Brasile.
Un esempio concreto di come il sogno, per diventare reale, abbia bisogno anche di opportunità e di adulti capaci di accompagnarlo.
Il prossimo appuntamento
La puntata si è chiusa con una citazione di Monica Vitti, cara ad Arzilli: «La felicità è svegliarsi ogni mattina con un desiderio».
L’appuntamento con Sogni Arzilli torna mercoledì 18 febbraio alle ore 17:15 su Radio Lady.
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