Aggressione nel reparto di psichiatria delle Oblate, l’allarme dell’Ordine dei Medici

Il presidente Pietro Dattolo condanna l’episodio nel reparto di psichiatria e ribadisce la vicinanza agli operatori sanitari


"L’aggressione avvenuta nel reparto di psichiatria delle Oblate è un fatto gravissimo e inaccettabile. Esprimiamo una condanna netta di ogni forma di violenza e la nostra piena vicinanza ai professionisti sanitari coinvolti, che hanno vissuto momenti di grande paura mentre stavano svolgendo il proprio lavoro".

A dirlo è Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Firenze, commentando quanto accaduto nella notte tra il 3 e il 4 febbraio, quando operatori sanitari sono stati aggrediti e costretti a mettersi al riparo all’interno del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura delle Oblate.

"Episodi di questo tipo – prosegue Dattolonon possono essere letti come fatti isolati. Rappresentano invece una criticità che riguarda il sistema e il rapporto medico-paziente nel suo complesso e che impone una riflessione seria sulla tutela di chi lavora quotidianamente in contesti complessi e ad alta esposizione".

"È fondamentale ribadire che i medici, gli infermieri e tutti gli operatori sanitari sono dalla parte dei pazienti – aggiunge il presidente dell’Ordine – e che l’informazione, l’ascolto e la presa in carico sono elementi centrali del percorso di cura. Anche nei contesti più delicati, come quelli della salute mentale, i professionisti non possono essere percepiti come avversari, ma come alleati".

"Medici, infermieri e operatori sociosanitari svolgono un servizio essenziale per la collettività, spesso in condizioni di forte pressione emotiva e organizzativa – sottolinea Dattolo – e hanno diritto a lavorare in un contesto che garantisca rispetto e protezione della loro integrità fisica e professionale. La fragilità dei pazienti non può mai tradursi nell’accettazione della violenza".

"Come Ordine ribadiamo la nostra vicinanza ai colleghi e a tutti gli operatori coinvolti – conclude Dattolo – e rinnoviamo un messaggio chiaro: la violenza nei luoghi di cura non è mai accettabile e va contrastata con determinazione. Colpisce i professionisti, ma indebolisce anche il rapporto di fiducia su cui si fonda il diritto alla salute dei cittadini".

Fonte: Ufficio stampa

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