
Un Uomo Vitruviano censurato, se così si può definire. È quello che si nota nella sigla delle Olimpiadi Invernali di Milano e Cortina trasmessa dalla Rai: il celebre uomo raffigurato da Leonardo Da Vinci alla fine del Quattrocento è senza i genitali, cancellati come si nota nella foto in alto. Il dettaglio non è sfuggito a spettatori e spettatrici ed è infuriata una specie di polemica sulla 'censura' operata dalla Rai.
Il Partito Democratico ha inizialmente sostenuto che si trattasse di una censura e ha presentato un'interrogazione al ministro della cultura Giuli per chiedere chiarimenti. Sulla vicenda si sono espressi anche la Rai con un comunicato ufficiale e anche il sindaco di Vinci Daniele Vanni.
Uomo Vitruviano censurato, il comunicato Rai
"In merito alle dichiarazioni diffuse oggi circa una presunta 'censura' da parte di Rai, addirittura dell’Uomo Vitruviano nella sigla dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026, Rai si trova costretta a evidenziare l’ennesima polemica pretestuosa che coinvolge impropriamente il Servizio Pubblico", questo quanto riportato in un comunicato della Rai che parla della "ennesima fake news, analoga a quella che ha riguardato una presunta censura dell’artista Ghali durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi: anche in quell’occasione la regia e la produzione internazionale erano affidate a OBS – Olympic Broadcasting Services – e non alla Rai, che si è limitata a trasmettere il segnale ufficiale senza alcuna possibilità di intervento o modifica".
"La sigla e l’intero pacchetto grafico dei Giochi - precisa l'azienda - non sono realizzati dalla Rai. Si tratta di contenuti prodotti e distribuiti da OBS – Olympic Broadcasting Services, l’organismo ufficiale del Comitato Olimpico Internazionale responsabile della produzione audiovisiva delle Olimpiadi. Il medesimo pacchetto grafico viene fornito in modo identico a tutte le emittenti detentrici dei diritti nel mondo, che sono obbligate a trasmetterlo secondo standard internazionali condivisi. Rai, come ogni altro broadcaster, non può modificare in alcun modo tali contenuti".
"Attribuire alla Rai scelte creative o grafiche che non le competono significa cercare pretesti per alimentare una narrazione distorta e strumentale, che rischia di generare confusione nell’opinione pubblica su dinamiche produttive chiare e regolamentate a livello internazionale. La Rai, nel suo ruolo di Servizio Pubblico, continuerà a raccontare le Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 con professionalità, rigore e rispetto per il patrimonio culturale del Paese", così conclude il comunicato.
Uomo Vitruviano censurato, Vanni: "Attenzione e preoccupazione"
Sulla vicenda è intervenuto anche il sindaco di Vinci Daniele Vanni che esprime "profonda attenzione e preoccupazione": "L’arte non si censura, non si modifica per adattarla alle sensibilità del momento. Si contestualizza, si spiega, si valorizza. Il servizio pubblico ha il compito di promuovere la cultura nella sua verità storica, non di rielaborarla".
"Leonardo da Vinci - spiega il sindaco - rappresenta un patrimonio universale, ma per noi è prima di tutto identità, storia e responsabilità. Vinci è la sua città natale e custodisce con orgoglio la memoria del Genio, promuovendone l’opera e il pensiero nel pieno rispetto della sua integrità artistica e culturale. L’Uomo Vitruviano non è soltanto un disegno celebre: è il simbolo dell’armonia tra arte e scienza e tra uomo e natura. Ogni intervento che ne alteri l’originalità rischia di trasmettere un messaggio sbagliato e di indebolire il valore autentico dell’opera.
"A Vinci abbiamo l’onore di ospitare anche la scultura dell’Uomo Vitruviano realizzata da Mario Ceroli, un’opera che reinterpreta il capolavoro leonardiano mantenendone intatto il significato simbolico e universale. È la dimostrazione che si può dialogare con i grandi maestri senza snaturarli. L’Italia, proprio in occasione di un evento internazionale come le Olimpiadi, deve presentarsi al mondo con l’autenticità e la forza del proprio patrimonio culturale. Leonardo appartiene all’umanità intera, ma la responsabilità di custodirlo è anche nostra".
Uomo Vitruviano censurato, Vezzosi: "Assurdo"
"È assurdo mutilare il capolavoro universale di Leonardo con lo studio delle proporzioni umane", così il Alessandro Vezzosi, critico d'arte italiano, tra i massimi studiosi di Leonardo da Vinci.
"Il corpo è misura dell’ordine cosmico. L’esposizione dei genitali è coerente con la verità anatomica e con l’idea rinascimentale dell’uomo come microcosmo. Le Olimpiadi nascono nell’antica Grecia, dove l’atleta gareggiava nudo. Il corpo era celebrazione di armonia e forza. Censurare l’Uomo Vitruviano appare quindi inspiegabile, anacronistico e culturalmente paradossale", conclude.
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