
Legalità, sostenibilità e innovazione al centro della ripartenza del Distretto Moda. Il consigliere: "Necessaria una riforma della governance: servono strumenti più snelli, capaci di superare le lentezze burocratiche"
"Emerge con chiarezza l’urgenza di un cambio di passo. Non possiamo limitarci ad analizzare le difficoltà: serve un lavoro di squadre che coinvolga l’intera filiera. Per questo ritengo indispensabile che le grandi firme e i brand internazionali non siano più spettatori, ma diventino parte attiva e integrante del Tavolo della Moda regionale. Governare la transizione del distretto e tutelare la produzione locale significa anche confronto con chi determina le logiche di mercato".
Lo dichiara Matteo Trapani, consigliere regionale del Partito Democratico e componente della commissione Sviluppo economico, a proposito della seduta di oggi proprio della commissione, dove si sono svolte le audizioni dei rappresentanti delle categorie economiche e sindacali del settore moda.
"Per il Comprensorio del Cuoio e la provincia pisana, le cui priorità mi stanno a cuore e appaiono chiare, – prosegue Trapani – la tenuta del sistema richiede risposte infrastrutturali immediate, a partire dal completamento dell’Accordo di programma per la riorganizzazione dello schema depurativo, il cosiddetto ‘Tubone’. La Regione deve esercitare un ruolo di guida attiva per superare le criticità tecniche residue, perché l’efficienza ambientale è la base su cui costruire il futuro, come testimonia anche il recente impegno portato avanti insieme all’eurodeputato Dario Nardella. Ringrazio la presidente della commissione, Brenda Barnini, che sta guidando questo percorso di ascolto-confronto e che presto si tradurrà nella votazione di una risoluzione. Come pure voglio ringraziare i molti, tra associazioni di categoria, sindacati, amministratori locali e operatori del settore della nostra provincia che in questi mesi mi hanno offerto il loro contributo. Molti di queste attraverso interlocuzioni sul territorio, tra cui la visita a Lineapelle che ho svolto recentemente quale componente della commissione".
Trapani sottolinea poi come la ripartenza debba fondarsi su un nuovo patto sociale e ambientale: "Dobbiamo mettere al centro dell’agenda politica la legalità e la sostenibilità, intese non come slogan ma come precondizioni assolute per competere. Il Distretto ha le potenzialità per confermarsi un’eccellenza nell'economia circolare, ma ciò richiede investimenti costanti in innovazione e un presidio rigoroso della legalità, rafforzando il ruolo del Tavolo di Distretto del Valdarno. In questo quadro, la qualità del prodotto non può prescindere dalla sicurezza sul lavoro e dalla qualità sociale: standard elevati e tutela dei lavoratori devono diventare il vero valore aggiunto non negoziabile del Made in Tuscany. Inoltre porto all’attenzione della Commissione la necessità di una riforma della governance. È tempo che la Regione riconsideri la delibera istitutiva dei distretti: servono strumenti più snelli, capaci di superare le lentezze burocratiche e di rendere le decisioni prese ai tavoli di confronto immediatamente operative e vincolanti per tutti gli attori coinvolti. Infine parliamo di una sfida complessa che la Toscana vuole vincere, ma non può farlo da sola. Al Governo chiediamo di superare le attuali rigidità e di mettersi in ascolto delle esigenze dei distretti: servono ammortizzatori sociali più flessibili e politiche industriali nazionali che supportino gli sforzi regionali su energia e innovazione. Solo così – conclude il consigliere – potremo dare risposte concrete a imprese e lavoratori che oggi ci chiedono prospettive certe".
Fonte: Ufficio Stampa e comunicazione Gruppo PD
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