
Oggi, martedì 3 dicembre 2019, dalle ore 15 alle 19, svolgeremo un presidio contro il colpo di Stato in Bolivia e a sostegno del popolo cileno in lotta di fronte al Consiglio Regionale della Toscana, in Via Cavour a Firenze.
Il Partito Comunista Italiano denuncia la risoluzione 2019/2896 (RSP) presentata e approvata dal Parlamento Europeo che riconosce l’illegittima e golpista Jeanine Annez quale presidente della Bolivia, avallando esplicitamente il colpo di Stato ivi avvenuto.
Chiediamo al Consiglio e alla Giunta Regionale della Toscana di denunciare e condannare la detta risoluzione; il sostegno della UE alla nuova composizione del tribunale supremo elettorale, avvenuta in modo funzionale agli interessi del governo golpista; il sostegno alla tesi – da nessuno provata – dell’esistenza di brogli elettorali alle ultime Elezioni presidenziali e parlamentari boliviane, che hanno decretrato incontrovertibilmente la vittoria di Evo Morales e del suo Vice Presidente Alvaro Garcia Linera, oltre a una larga maggioranza parlamentare del MAS, il loro Partito; l’assenza di qualsiasi critica e condanna esplicite delle inaudite violenze politiche, perpetrate da gruppi armati (eterodiretti, esplicitamente razzisti verso gli indios e chiaramente fascisti) contro la popolazione e i lavoratori della Bolivia, i dirigenti del MAS e delle loro famiglie (ad iniziare da quella del Presidente Morales, dei suoi ministri, parlamentari e amministratori locali); l’assunzione da parte della UE, in un contesto del genere, del ruolo di vero e proprio ingerente negli affari politici interni del Paese, a fianco degli autori del colpo di Stato; la bocciatura della mozione presentata dal gruppo parlamentare europeo GUE/NGL (comunisti e sinistra alternativa) contro il golpe in Bolivia; di farsi promotrice di iniziative pubbliche a sostegno del ripristino della legalità costituzionale infranta dal colpo di Stato.
In Cile la popolazione è da otto settimane in piazza per protestare contro le politiche economiche liberiste, che hanno privatizzato tutti i settori dell’economia e dei servizi pubblici, distruggendo sanità pubblica e pensioni, aumentando la diseguaglianza sociale come in nessuna altra parte del mondo. Ciò è istituzionalizzato dalla Costituzione cilena attualmente in vigore, lasciata in eredità dalla dittatura fascista del generale Augusto Pinochet, che nel 1973 rovesciò il Governo social-comunista del Presidente Salvador Allende, che aveva vinto legalmente le Elezioni. Un’assemblea costituente e il rovesciamento della politica economica liberista sono le richieste portate in piazza da milioni di cileni, sottoposti a una brutale repressione poliziesca, che ha già causato decine di morti, desaparecidos, e la perdita della vista di centinaia di giovani, bersagliati volontariamente agli occhi dal fuoco delle forze dell’ordine.
Chiediamo al Consiglio e alla Giunta Regionale Toscana di condannare la violenza governativa; di sostenere il diritto dei cileni a votare per un’assemblea costituente a suffragio universale diretto e proporzionale, senza clausole di sbarramento e senza quorum dei 2/3 per l’approvazione della nuova Carta, come subdolamente preteso dal presidente Pinhera e dal suo governo; di farsi promotori di iniziative pubbliche a sostegno del diritto del popolo cileno a superare definitivamente il liberismo e l’eredità costituzionale della passata dittatura militare.
Partito Comunista Italiano - Federazione Giovanile Comunista Italiana Toscana
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