
Mostrato anche il video sulle testimonianze dai lager che hanno raccontato la storia dei rom e degli zingari e lo sterminio degli ebrei
Niente di tutto ciò che vedrete questa mattina (giovedì 29 gennaio 2026) è caduto dal cielo. Si potrebbe sintetizzare con queste parole l’iniziativa promossa dall’Aned al palazzo delle Esposizioni (piazza Guido Guerra) rivolta alle scuole secondarie di primo e secondo grado sulla storia e sulle testimonianze dei diversi tipi di deportazione nei campi del Terzo Reich, come la deportazione razziale, politica e quella che riguardò rom, sinti e omosessuali. Anche all'Istituto Santissima Annunziata di Empoli si è tenuta un'iniziativa sugli stessi temi promossa sempre da Aned.
Al palazzo delle Esposizioni si è svolta una mattinata di riflessione storica inserita nell’ambito delle celebrazioni del “Giorno della Memoria” – ricorrenza annuale del 27 gennaio – con al tavolo Roberto Bagnoli, presidente della sezione Empolese Valdelsa dell'Associazione nazionale ex deportati che ha parlato dell’importanza della ‘Giorno della Memoria’ soffermandosi sulle deportazioni politiche che hanno coinvolto la nostra città e il circondario, passando poi la parola a Maria Chiara Mosele che si occupa di assistenza alla didattica al Museo della Deportazione e della Resistenza di Prato.
Seguendo le parole di Roberto Bagnoli, nel suo intervento ha spiegato le differenze dei campi di concentramento e sterminio. È stato proiettato un video preso dai loro archivi con la testimonianza di Marcello Martini, il deportato più giovane d’Italia (14 anni, sopravvissuto), sono stati introdotti anche i vari triangoli che specificavano la motivazione della deportazione, un video sulla testimonianza di Pierre Steel (francese, sopravvissuto) che ha parlato in particolare della deportazione omosessuale (triangolo rosa).
Sono seguite poi altre testimonianze tra cui quella di Marco Paolini (storico) che ha raccontato dello sterminio dei disabili. Dopo ha parlato Silvia Bencini, borsista di ricerca all’Università di Firenze che ha raccontato lo sterminio degli zingari, dei rom e dei sinti. Gli esseri ‘inferiori’, i difettosi come le ‘altre’ deportazioni – quella politica, dei testimoni di Geova, degli apolidi, degli omosessuali - quelli su cui fare esperimenti che venivano bruciati. Ciò che si sentiva dopo era solo silenzio. Il Silenzio assoluto dello sterminio.
C’è stato anche un primo momento all’insegna della musica: la canzone ‘Gelem, Gelem’ – Camminando, Camminando suonata dall’Alexian Group – la canzone di un intero popolo (rom e sinti) sterminato dalla ‘legione nera’ (seconda strofa).
Le ragazze e i ragazzi sono rimasti attenti, impegnati e hanno posto domande importanti che hanno attraversato la storia del passato riportandola all’oggi, all’attuale. L’obiettivo di queste mattinate resta quello di costruire una memoria attiva.
In chiusura i ringraziamenti dell’assessora alla Scuola del Comune di Empoli che rivolgendosi alle studentesse e agli studenti ha evidenziato quanto la Memoria non sia un qualcosa di astratto ma sia soprattutto rispetto delle differenze e che i giovani siano custodi della storia nel presente e nel futuro.
Le parole sono sfumate con un altro momento musicale sulle note de I Nomadi con ‘La canzone del bambino nel vento’.
Fonte: Comune di Empoli - Ufficio Stampa
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