
FdI: "Siamo favorevoli e riteniamo che questa sia una scelta di buon senso istituzionale, prima ancora che una battaglia politica"
Negli ultimi giorni è tornato al centro del dibattito il tema dell’istituzione del Tribunale ordinario e della Procura della Repubblica a Empoli. Questo il commento del Coordinamento di Fratelli d’Italia Empoli:
"Vogliamo dirlo con chiarezza: siamo favorevoli e riteniamo che questa sia una scelta di buon senso istituzionale, prima ancora che una battaglia politica". Questo il commento del Coordinamento di Fratelli d’Italia Empoli in merito al dibattito sull’istituzione del Tribunale ordinario e della Procura della Repubblica a Empoli che è tornato al centro della discussione politica dopo la netta chiusura dell'Ordine degli Avvocati di Pisa.
"Questa discussione non nasce oggi - si legge in una nota di FdI Empoli - ma da una ferita concreta: la riorganizzazione della geografia giudiziaria che, nel 2013, ha comportato la soppressione della sezione distaccata di Empoli. Da allora, per una parte rilevante della cittadinanza e del mondo produttivo, la “giustizia” è diventata più lontana: più chilometri, più tempo, più costi, più complessità. Non lo diciamo per nostalgia, ma per realismo: l’Empolese-Valdelsa è un’area vasta, integrata, con circa 175 mila residenti e un tessuto economico che incide in modo significativo sulla Toscana".
"Negli anni, il territorio ha provato a ricostruire pezzo dopo pezzo un presidio di prossimità, a partire dal Giudice di Pace ospitato nell’ex sede giudiziaria di via Raffaello Sanzio: un primo passo importante, ma non sufficiente quando parliamo di contenzioso civile, penale, famiglia, lavoro, impresa, e soprattutto quando parliamo della presenza di una Procura come presidio di legalità e risposta ai reati. Da qui il percorso istituzionale avviato e documentato: mozioni e delibere, disponibilità degli immobili, interlocuzioni, sostegno delle categorie e dell’avvocatura locale. Una linea che – vale ricordarlo – è stata presentata più volte come non campanilistica, ma orientata a migliorare qualità della vita, competitività del sistema produttivo e accesso ai diritti".
"In questo quadro, riteniamo rilevante quanto dichiarato da Alessandro Tomasi durante la recente campagna elettorale: non solo un’apertura, ma una tesi precisa. Tomasi ha parlato di un “bacino” di circa 170 mila persone, di un territorio produttivo forte, e della disponibilità di spazi che renderebbe l’operazione “quasi a costo zero”, ribadendo che non si tratta di una bandiera di parte e annunciando la disponibilità a firmare la lettera di sostegno. Noi condividiamo questo approccio: non uno scontro tra campanili, ma una scelta razionale nell’interesse generale. A chi teme che “non si possa fare”, ricordiamo che oggi esiste un contesto nazionale che va proprio nella direzione di rimettere mano alla geografia giudiziaria secondo criteri oggettivi: il disegno di legge A.C. 2646 indica chiaramente l’obiettivo di una distribuzione più efficiente degli uffici giudiziari, bilanciando prossimità e funzionalità del sistema. È esattamente la cornice dentro cui deve stare anche il caso Empoli".
"Veniamo poi alla presa di posizione del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Pisa, che ha espresso un dissenso netto, sostenendo che l’ipotesi Empoli sarebbe un tribunale “ex novo” e che includerebbe quattro comuni oggi nel circondario di Pisa (San Miniato, Santa Croce, Montopoli, Castelfranco), arrivando a parlare di “mero interesse corporativo”. A questa posizione rispondiamo con fermezza, ma con rispetto.
Primo: non accettiamo che si riduca una richiesta territoriale – sostenuta da istituzioni, cittadini, imprese e professionisti – a un’etichetta sbrigativa. La domanda di giustizia di prossimità non è “corporativa”: è un tema di diritti, di accesso ai servizi, di efficienza e di sicurezza.
Secondo: sul perimetro territoriale non servono slogan, serve un metodo. Proprio perché la materia è delicata, diciamo: il Governo e il Ministero della Giustizia valutino sulla base di criteri oggettivi, come indica la riforma in discussione: popolazione, flussi, pendenze, accessibilità, sostenibilità, tempi della giustizia.
Se il punto di contrasto è l’assetto dei comuni del Comprensorio del Cuoio, affrontiamolo con un tavolo tecnico-istituzionale, senza trasformarlo in una contesa tra province.
Terzo: comprendiamo e non sottovalutiamo la vicenda del Giudice di Pace di San Miniato, richiamata dal COA Pisa, con le difficoltà legate al personale e i mesi di inattività.
Ma proprio quel caso dimostra che il tema vero è questo: i presidi di giustizia vanno rafforzati, non lasciati appesi a emergenze ricorrenti. E noi diciamo chiaramente: l’istituzione del Tribunale e della Procura a Empoli deve andare di pari passo con un impegno serio su organici e funzionamento degli uffici sul territorio, evitando che qualcuno “perda” servizi. Qui non deve vincere Pisa o Empoli: deve vincere il cittadino".
"Per queste ragioni, come Coordinamento di Fratelli d’Italia Empoli:
sosteniamo la richiesta di Tribunale e Procura a Empoli, come presidio di giustizia e legalità coerente con i numeri del territorio;
chiediamo che il Ministero apra un’interlocuzione formale con enti locali, Regione, ordini professionali e categorie, per arrivare a una proposta tecnicamente solida e sostenibile, dentro il percorso nazionale di revisione delle circoscrizioni;
ribadiamo che il confronto con la provincia di Pisa deve essere serio e non ideologico, perché la giustizia non è una bandierina: è un servizio essenziale, e va progettato per funzionare meglio".
"Empoli e il suo comprensorio non chiedono privilegi: chiedono equità. E l’equità, quando parliamo di giustizia, significa una cosa semplice: poter esercitare i propri diritti senza che la distanza diventi un ostacolo".
Fonte: Ufficio Stampa Coordinamento Fratelli d’Italia Empoli
Notizie correlate
Tutte le notizie di Empoli
<< Indietro





