
Si trova a San Miniato uno dei due esoscheletri riabilitativi pediatrici presenti in Italia. La tecnologia, usata in percorsi immersivi e riabilitativi, permette ai bambini con disabilità di provare per la prima volta l’esperienza del camminare
Ce ne sono soltanto due in Italia, e uno si trova in Toscana, più precisamente nel cuore del Cuoio, a San Miniato: è un esoscheletro a uso riabilitativo pediatrico, è un esoscheletro riabilitativo pediatrico, un connubio tra tecnologia avanzata e medicina che permette ai bambini di sperimentare il cammino per la prima volta.
Si trova presso il nuovo centro dell'associazione Amici di Elia, a San Miniato Basso, inaugurato proprio lo scorso sabato: uno strumento che si integra perfettamente con i percorsi terapeutici svolti all’interno della struttura. A spiegare mokeglio di cosa si tratta è il presidente Giacomo D'Arrigo, ospite qualche giorno fa anche a Radio Lady: "All'interno del centro creiamo percorsi riabilitativi intensivi e locali per bambini con disabilità e difficoltà comunicative, unendo diverse macroaree: dalla fisioterapia alla terapia occupazionale fino alla comunicazione aumentativa alternativa". Gli esperti del centro, come spiega lo stesso presidente, sono professionisti "che vengono da tutte le parti del mondo", elemento che ha "portato a un’apertura verso metodi diversi. Il nostro compito - aggiunge - è stato quello di unirli tutti insieme".
L'associazione, che - come racconta D'Arrigo - "nasce nel 2015 per volontà della famiglia del piccolo Elia e dalla necessità di portare in Italia l’esperienza dei percorsi riabilitativi che lui stesso aveva svolto all'estero", nel corso di questi dieci anni è riuscita a introdurre nel Paese conoscenze e terapie che prima si trovavano quasi esclusivamente fuori dai confini nazionali. La loro mission è stata quindi quella di avvicinare queste pratiche, rendendole più accessibili alle famiglie.
Da questo desiderio di innovazione e di accessibilità nasce anche la volontà di espandersi a "metodi meno classici di fisioterapia. Per questo ci siamo messi alla ricerca di un esoscheletro che potesse essere adatto ai nostri ragazzi e che potesse portare benefici alle famiglie che si rivolgono al centro", spiega.
Dopo una lunga ricerca, tra fiere di settore in Italia e all’estero, alla fiera di Dubai dello scorso anno l'associazione entra finalmente in contatto con una compagnia cinese emergente che stava presentando un esoscheletro adatto alle loro esigenze. Raggiunto l'accordo per il comodato d'uso in cambio della raccolta di alcuni dati scientifici, il futuro ha bussato alla porta degli Amici di Elia. L'esoscheletro, concentrato sul lavoro sugli arti inferiori del bambino, "riesce a fare riabilitazione pediatrica robotica offrendo allo stesso tempo un’esperienza del camminare - spiega D'Arrigo - grazie al fatto che può muoversi nello spazio tramite gli apparati mobili del macchinario. L'esperienza diventa immersiva e permette ai nostri ragazzi di provare la sensazione del primo passo".
Questo è uno dei due esemplari di questo modello presenti in tutta Italia: l'altro si trova presso il centro di ricerca dell'associazione 'La Nostra Famiglia', dove attualmente vengono raccolti dati sperimentali per valutare, in futuro, la possibilità di portare questa tecnologia - ovviamente semplificata - anche tra le mura domestiche. "Stiamo cercando di continuare i trial di ricerca sul connubio tra robotica, paralisi cerebrale e ambito pediatrico", racconta D'Arrigo.
Si tratta, ovviamente, di una tecnologia molto costosa - si parla di centinaia di migliaia di euro - e per questo l'associazione la mette a disposizione delle famiglie direttamente in sede, attraverso le sessioni riabilitative affiancate da professionisti che monitorano e coinvolgono il bambino durante la terapia.
Una tecnologia così non passa inosservata: la voce si è diffusa rapidamente e il centro è ormai conosciuto non solo in diverse zone d'Italia, ma anche all’estero. "Una delle famiglie che segue la terapia da noi, attualmente in Florida, a Miami, e che frequenta un centro di riabilitazione negli Stati Uniti, è venuta a sapere di questo esoscheletro e si è informata per l'acquisto di un macchinario simile da far utilizzare ai bambini in America", racconta il presidente.
"Siamo contenti di aver mostrato che esiste una robotica pediatrica - conclude - e di aver diffuso questo nuovo messaggio e questa proposta, che può rappresentare un vantaggio concreto per i bambini e per le famiglie che possono usufruirne".
La video intervista al presidente Giacomo D'Arrigo
Niccolò Banchi
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