
A seguito della pubblicazione, avvenuta la scorsa settimana, dell’articolo avente ad oggetto l’assoluzione dell’insegnante 61enne dal reato di violenza sessuale in danno di una studentessa, l’avvocato Sara Petrai dello Studio Legale Stefanelli & Partners, legale dalla parte civile costituita, ritiene di dover precisare alcuni aspetti, poiché la vicenda merita di essere chiarita e trattata con la dovuta cautela.
La Procura aveva chiesto il rinvio a giudizio per l’insegnante ed il GIP aveva fissato l’udienza preliminare, a seguito di un’ampia attività d’indagine, svolta sulla base di fondati indizi di reato.
Infatti era stato disposto l’incidente probatorio e l’acquisizione di sommarie informazioni presso alcuni studenti, tutti sentiti in sede protetta, con l’ausilio di una psicoterapeuta, dunque occorre non dimenticarsi che il processo penale era stato coltivato, anche dalla Procura, a tutela di una ragazza di 14 anni, all’epoca dei fatti.
Attorno a lei si è stretta la famiglia, sostenendola in tutto il lungo percorso processuale, anche per far fronte all’ampia campagna denigratoria operata dall’insegnante nei confronti dell’alunna stessa, campagna che non ha colto nel segno, anche per le dichiarazioni rese dal Dirigente dell’Istituto, il quale è stato l’unico a cercare di proteggerla, nel silenzio di tutte le altre istituzioni scolastiche.
Delle due ragazze individuate dalla Procura come persone offese dal reato, solo una ha avuto la forza e la determinazione di costituirsi parte civile nel processo penale.
Purtroppo l’assoluzione, peraltro con formula dubitativa, arriva solo all’esito di un lungo calvario che ha coinvolto in primis proprio la studentessa, poi costituitasi parte civile, la quale ha avuto il coraggio di rappresentare al Dirigente scolastico gli atteggiamenti ricevuti e ritenuti inaccettabili.
Inoltre, al contrario di quanto riportato, le due ragazze non si sono contraddette, così come non sono state smentite dai compagni.
La parte civile ha riferito di gravi ed oggettivi comportamenti tenuti dall’insegnante nei suoi confronti, pertanto si attende la motivazione della sentenza per comprendere quali sono le ragioni in base alle quali il giudice ha ritenuto di assolvere l’imputato e procedere all’impugnazione presso la competente Corte di Appello.
Studio Legale Stefanelli & Partners
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