
Siamo in un momento storico enormemente complesso a livello geopolitico e probabilmente non vanno più bene gli occhiali di lettura del secolo scorso. Le polveriere nel mondo sono tante, tanti sono i casi di ingiustizia in un mondo nel quale torna prepotentemente a farsi vedere l'imperialismo, nei suoi metodi e forme diversi. Da una parte gli USA, che una volta provavano a giustificare, spesso anche in modo grottesco, interventi chiaramente di interesse economico, che solo marginalmente o a volte casualmente davano risposte a necessari aneliti di giustizia. Stati Uniti che oggi dichiarano apertamente e candidamente, con il loro energumeno biondo, che agiscono per meri interessi privati e non solo di stato. Dall'altra la Russia e la Cina che alle volte sembrano più interessate a spartire con lo zio Tom le sfere di influenza rispetto a difendere qualche sopruso yankee. Ammesso che ne possano avere titolo, specie la Russia, dato che qualche sopruso, usiamo un eufemismo, capita di farlo anche a loro. Come Sinistra Italiana Empoli continuiamo ad essere a fianco del popolo Palestinese perché riteniamo che la loro sia una resistenza esemplificativa contro i colonialismi, rispettiamo e difendiamo la popolazione Ucraina senza che ci sfuggano le colpe anche del suo stesso presidente, che spesso si presta a fare da testa di ponte degli USA.
Siamo spettatori attoniti del disastro umanitario che sta avvenendo in Sudan, dove la crisi climatica, la corsa all’oro e la voglia di protagonismo di troppi stati stanno causando uno degli sfollamenti più grandi della storia umana. Siamo dalla parte del popolo Venezuelano, che deve avere il diritto di scegliere come veder governato il proprio paese senza ingerenze e senza un rapimento come quello appena avvenuto al suo presidente, pur non sfuggendoci le responsabilità di Maduro nella politica interna nel post-Chavez. Non tolleriamo né supportiamo l’idea che gli Stati Uniti possono essere gli sceriffi del mondo e che, soprattutto, non possano esserlo per decidere di portarsi con la forza l'oro nero, quello buono, a casa. Ci sgomenta il silenzio dell'Europa, incapace di stare dalla parte dei Popoli e della Pace, più attenta invece a rifornirci di armi sottraendo risorse fondamentali al contrasto alla crisi sociale che sta avvenendo nelle nostre scuole, nei nostri ospedali, nelle nostre buste paga.
Siamo, come circolo Sinistra Italiana Mori Salvadori di Empoli, sempre attenti a distinguere i piani della discussione e certamente non usiamo formule facili per schierarci. Chi vive con la paura di morire, chi sta in carcere per le proprie idee, chi subisce violenze, chi non vede futuro, non si pone tante domande e accetta aiuti, anche se interessati. Dovremmo ricordarcelo bene, noi, che in Italia abbiamo vissuto lo stesso accettando una mano dalle forze alleate e godendo complessivamente dell'azione dell'URSS sul fronte orientale, che con più di 27 milioni di morti civili e militari ha pagato il prezzo più alto della anche nostra Liberazione. Non ci pare che si sia stati troppo a valutare da chi e per cosa arrivassero gli aiuti. Per queste motivazioni, data la situazione, data la ferocia della dittatura teocratica che c'è in Iran, non possiamo che essere strenuamente al fianco delle donne, degli uomini, delle bambine, dei bambini, delle persone anziane che in Iran si battono per mandare a casa quel clan di retrogradi fermi al medioevo e lontani da qualsiasi concetto moderno di democrazia o di paritàdi genere. La situazione di instabilità sociale presente in Iran è sicuramente indotta in parte anche da una situazione economica allo sbando, anche per via di sanzioni internazionali che hanno ridotto di molto l’esportazione di petrolio e quindi causato una spirale inflattiva che viene pagata quasi completamente dalla popolazione civile a basso reddito.
Ma se in questa battaglia stanno per entrare anche attori "poco simpatici", questo semmai dovrà diventare un argomento di dibattito successivo e sarà responsabilità del popolo iraniano e non nostra decidere come affrontare le eventuali (e probabili) ingerenze. Lo abbiamo fatto noi italiani post-1945. Ora serve il sostegno al popolo Iraniano, senza se e senza ma. Con questo comunicato chiediamo a tutto l'associazionismo empolese per la pace di organizzare una manifestazione in supporto al popolo iraniano. Senza bandiere e senza slogan. Senza bollini di partito o di schieramenti geopolitici. Per il popolo e per i diritti. Noi ci siamo
Sinistra Italiana Empoli
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