Bocchino non parteciperà alla seduta del Consiglio regionale nel Giorno del Ricordo: ritirati interventi esterni

Palazzo del Pegaso, sede del Consiglio regionale della Toscana

Anpi e Aned avevano espresso "sconcerto e profonda preoccupazione". Saccardi: "Non consento strumentalizzazioni né di considerare celebrazione di parte". Petrucci (FdI): "Esclusione gravissima"


Polemica dopo l'annuncio della partecipazione del giornalista Italo Bocchino in Consiglio regionale della Toscana, nella seduta solenne per celebrare il Giorno del Ricordo martedì 10 febbraio. A sollevarla un comunicato stampa congiunto di Aned Firenze e Anpi provinciale contro l'intervento del direttore editoriale del Secolo d'Italia. In serata è arrivata anche la nota del Consiglio regionale, nella quale la presidente Stefania Saccardi ha annunciato che la commemorazione si svolgerà senza interventi esterni.

Aned Firenze e Anpi: "Giorno del ricordo non può diventare terreno di competizione ideologica"

"Apprendiamo con sconcerto e profonda preoccupazione che la Seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana dedicata al Giorno del Ricordo vedrà l’intervento del giornalista Italo Bocchino, preceduto dal vicepresidente di Fratelli d’Italia Dario Petrucci", così il comunicato a firma di Vania Bagni presidente Anpi provinciale e Lorenzo Tombelli presidente di Aned Firenze, diffuso prima del ritiro degli interventi.

"In una Regione che ha scelto di ribadire il valore dell’antifascismo nel proprio Statuto e che ha costruito la propria identità istituzionale sul patrimonio della Resistenza, tale decisione solleva interrogativi che non possono essere elusi. Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza che interpella la Repubblica nella sua interezza, chiamandola a misurarsi con una vicenda storica complessa, segnata da violenze, lutti, esodi e fratture profonde nel confine orientale. Proprio per questo, esso richiede rigore, consapevolezza storica e un saldo ancoraggio ai valori costituzionali. Non può essere ignorato che Italo Bocchino abbia pubblicamente definito l’antifascismo "un male", - proseguono - sostenendo che esso nuocerebbe alla democrazia, e che abbia più volte rivendicato una visione nazionalista presentata come alternativa ai valori nati dalla Resistenza, arrivando persino a prendere le distanze dal 25 aprile con espressioni di aperto disprezzo. Si tratta di affermazioni che non sono marginali, ma che toccano il cuore del patto democratico su cui si fonda la Repubblica. Per noi, come per la storia repubblicana, la democrazia italiana non nasce da una generica riconciliazione nazionale, ma da una rottura netta con il fascismo, sancita dalla Resistenza e tradotta nella Costituzione. È in quel passaggio storico che si radicano i diritti, le libertà e il pluralismo che oggi rendono possibile il confronto democratico. Per questa ragione riteniamo problematico che una sede istituzionale affidi il racconto e l’interpretazione della memoria pubblica a chi ha messo esplicitamente in discussione proprio quel fondamento".

Il Giorno del Ricordo "non può diventare un terreno di competizione ideologica, né una cornice utile a legittimare letture semplificate o strumentali della Storia. La memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata merita rispetto e profondità, non l’uso politico di categorie identitarie che la storia del Novecento ci ha già mostrato dove possono condurre. Il nazionalismo esasperato, lungi dall’essere un antidoto, è stato uno dei fattori che hanno alimentato il fascismo e la tragedia della guerra. Riteniamo, pertanto, che una scelta di tale rilievo, assunta in una Regione come la Toscana, meriti una riflessione pubblica all’altezza del suo significato istituzionale. Sarebbe auspicabile che la Presidenza del Consiglio regionale chiarisse il quadro culturale e politico entro il quale si è collocata questa decisione, affinché il 10 febbraio non venga percepito come sottratto alla sua funzione di memoria condivisa e costituzionalmente orientata. Confidiamo, infine, che i consiglieri regionali che si riconoscono nei valori dell’antifascismo e della Costituzione sappiano interrogarsi, in coscienza, sull’opportunità di partecipare a una seduta che rischia di allontanarsi dal significato profondo della ricorrenza. L’ANED e l’ANPI provinciale di Firenze - concludono Bagni e Tombelli - ribadiscono la propria disponibilità per un confronto con la presidente Stefania Saccardi, nella convinzione che la memoria storica debba essere custodita con responsabilità, sottratta a ogni tentazione di strumentalizzazione e restituita alla sua funzione democratica, nel rispetto del Pegaso, simbolo della Resistenza toscana, monito permanente e segno di appartenenza alla storia che ha dato vita alla Repubblica".

A schierarsi contro l'intervento anche il gruppo Avs in Consiglio regionale, che aveva annunciato la non partecipazione alla seduta solenne: "Con rispetto ma con altrettanta chiarezza, abbiamo deciso di rinunciare alla nostra presenza. Restiamo convinti che il Consiglio regionale della Toscana, nel solco della sua storia antifascista, debba farsi promotore di occasioni di studio e confronto serio, plurale e qualificato sulle vicende del Novecento, per aiutare a comprendere fino in fondo il passato e per difendere la democrazia nel presente". E ancora il consigliere comunale di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Sinistra civica ecologista.

Saccardi: "Commemorazione senza interventi esterni"

In serata la decisione di ritirare gli interventi, come comunicato dal Consiglio regionale, e dunque salterà la partecipazione di Italo Bocchino alla seduta solenne.

"Il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo - spiega la presidente Stefania Saccardi in una nota - sono due ricorrenze istituite per commemorare due tragedie del Novecento. Entrambe fanno parte della memoria collettiva italiana ed europea. Proprio in considerazione del fatto che la seduta solenne del Consiglio regionale prevista per il Giorno del Ricordo, martedì 10 febbraio, sia apparsa a molti come un evento di parte e politicizzato anziché come memoria collettiva, mi assumo la responsabilità di ricondurre questa giornata all’interno dell’istituzione che rappresenta tutti i toscani, indipendentemente dall’area e dall’appartenenza politica.

Pertanto, la commemorazione si svolgerà, senza interventi esterni, nell’ambito del consiglio regionale. Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza che rievoca un’immane tragedia vissuta dagli italiani e che non consento a nessuno né di strumentalizzare né di considerare come una celebrazione di parte. A partire da oggi, l’obiettivo è rafforzare il carattere pienamente condiviso di entrambe le ricorrenze, affinché il Giorno della Memoria e il Giorno del Ricordo siano sempre più patrimonio di tutti e diventino parte integrante del calendario civile della Regione Toscana".

Petrucci (FdI): "Gravissima l'esclusione di Bocchino"

"La Presidente Saccardi ha comunicato che le celebrazioni per il Giorno del Ricordo previste per il prossimo martedì nel Consiglio regionale toscano non prevederanno la partecipazione di relatori esterni, a differenza di quanto era stato stabilito dall'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale toscano. In questo modo viene escluso l’intervento del direttore del Secolo d’Italia Italo Bocchino che avevo fortemente voluto perché il giornalista ha girato un importante documentario raccontando la storia della famiglia dell’imprenditrice toscana Federica Martini Masoni". Così Diego Petrucci, consigliere regionale di Fratelli d’Italia e vicepresidente del Consiglio regionale toscano che prosegue: "Quanto sta accadendo in Toscana è inaudito, le istituzioni non devono cedere ai diktat degli estremisti. Oggi questa sinistra infoiba il diritto di parola così come i titini infoibavano i cittadini italiani 80 anni fa".

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