Giorno del Ricordo, FdI e FI lasciano aula del Consiglio regionale dopo il 'No' a Bocchino

Bocchino: "Io censurato, unica colpa non essere di sinistra", Petrucci (FdI): "Atteggiamento da infoibatori". Saccardi si difende: "Evitato conflittualità"


Tensione durante la seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana per il Giorno del Ricordo. I consiglieri di Fratelli d’Italia e Forza Italia hanno abbandonato l’aula subito dopo l’inno, contestando la decisione di non far partecipare il giornalista Italo Bocchino.

Ad annunciare la scelta del centrodestra è stata la capogruppo FdI Chiara La Porta: "Preso atto di quanto deciso dall’ufficio di presidenza oggi alle 12 – noi di Fdi e il gruppo di Fi comunichiamo che non parteciperanno allo svolgimento della seduta per l’esclusione all’ultimo dell’ospite che non era un ospite portato qui per fare politica ma la voce narrante di un docufilm riguardo la storia di un esule proprio toscano e quindi era inerente al giorno del ricordo". Una decisione motivata anche dal fatto che, secondo FdI e FI, "non ci possa essere un dibattito in un ricordo di un fatto storico".

Concluso l’intervento, i consiglieri dei due gruppi hanno lasciato l’aula. È rimasto invece presente Massimiliano Simoni, ex Lega passato a Futuro Nazionale, unico esponente del centrodestra a partecipare alla seduta.

Saccardi: "Nessuna censura, ma evitato conflittualità"

Nessuna censura nei confronti del giornalista Italo Bocchino, ma la scelta di evitare tensioni durante la seduta solenne dedicata al Giorno del Ricordo. Così la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi, ha spiegato la decisione dell’ufficio di presidenza di svolgere l’assemblea senza interventi esterni.

L'intervento di Bocchino era inizialmente previsto "ma poi c'è stata la percezione, non solo della sottoscritta, che questo potesse in qualche modo inficiare la regolarità e lo svolgimento del Consiglio regionale come un momento di ricordo e di celebrazione di fatti così drammatici per il nostro Paese per troppi anni passati sotto silenzio. Quindi diciamo l'intenzione era quella non di censurare qualcuno, ma di far svolgere il Consiglio regionale in modo che ognuno si potesse esprimere senza farne un luogo di conflittualità".

Per Saccardi il tema non era la partecipazione di Bocchino "in quanto tale ma il fatto di riuscire a celebrare una giornata così importante come il Giorno del Ricordo tutti insieme senza, all'interno del Consiglio, persone che potessero suscitare contrasti e contrapposizioni che avrebbero reso la celebrazione di questa giornata non un momento di memoria collettiva come dev'essere". 

"Dispiace davvero - ha detto la presidente - che una parte dell’Assemblea legislativa abbia deciso di allontanarsi perché le decisioni che questa maggioranza ha assunto unanimemente erano proprio finalizzate a cercare di coinvolgere tutti e a fare svolgere un Consiglio regionale nel modo più partecipato possibile senza polemiche e contrapposizioni proprio per il valore che volevamo dare al Giorno del Ricordo. Non si aprirà nessun dibattito ma credo che ognuno voglia avere la possibilità di esprimersi in questo 'giorno’ che io ritengo fondamentale, che è stabilito dalla legge dello Stato e quindi non c’è nessun tentativo di sminuirlo. Anzi, rispetto a chi ha ritenuto questa una cerimonia in tono minore, voglio ricordare che questo è il luogo di massima rappresentanza della nostra Regione. Il luogo in cui i cittadini tutti, di ogni orientamento politico, sono rappresentati e quindi non credo sia sminuente celebrare questo ricordo nella sede istituzionale più appropriata, più alta e più rappresentativa della nostra Regione"

Bocchino: "Io censurato, ma boomerang per Giani"

"Questa è la casa dei cittadini e nessuno può vietare di entrarci. Penso che Giani abbia fatto tre errori, uno storico, uno istituzionale e uno politico. Sono stato censurato, ma immaginiamo al contrario se fosse successo a un giornalista di sinistra. La mia colpa è semplicemente quella di non essere di sinistra, anche se mi occupa da anni delle foibe e sono tra i firmatari della legge che istituisce il Giorno del ricordo. Credo che Giani non conosca la storia dei confini orientali d'Italia, perché solo chi non la conosce la può affrontare in maniera così superficiale", così Italo Bocchino, giornalista, scrittore e direttore editoriale del Secolo d'Italia, parlando a margine di una iniziativa in Consiglio regionale della Toscana a Firenze dopo le polemiche per le sua esclusione dalla seduta solenne dell'Assemblea toscana.

"L'errore storico è stato di farsi dettare la linea dall'Associazione nazionale dei partigiani. Io sono grato ai partigiani per aver contribuito a combattere il nazifascismo e a darci la libertà ma sul tema delle foibe e dell'esodo non hanno diritto di parola. Noi volevamo semplicemente portare in una sede istituzionale, qui c'è l'errore istituzionale, un cortometraggio, di cui sono un protagonista e voce narrante, perché sono uno studioso di quella vicenda. E' molto grave quello che ha fatto istituzionalmente Giani. L'errore politico di Giani è il fatto di essersi fatto un boomerang terribile, si è creato da solo una notizia nazionale: un presidente di Regione che mette il bavaglio a un giornalista perché è un giornalista di destra. Questa cosa è molto grave ma noi abbiamo le spalle larghe e non ci facciamo intimorire o censurare da Giani".

Bocchino ha anche pubblicato un duro attacco all'ANED sui suoi profili social tacciando i partigiani italiani "di essere complici dei partigiani titini" e Giani di "essersi fatto mettere i piedi in faccia dall'ANED" perché la sinistra "è ancora così: comunista, illiberale e contro la libertà". (qui le dichiarazioni complete e la dura dell'ANED)

Petrucci (FdI): "Atteggiamento da infoibatori"

Parole senza mezzi termini dal vicepresidente del Consiglio regionale toscano Diego Petrucci (Fdi): "Dobbiamo registrare nuovamente un atteggiamento da infoibatori. Oggi si infoiba la libertà di parola, perché chi come il direttore Bocchino appartiene ad un'area politica diversa dalla sinistra non può parlare. Nonostante che, prima l'ufficio di presidenza, e poi la conferenza di programmazione dei lavori avesse deliberato che Bocchino fosse invitato dal Consiglio regionale della Toscana a partecipare".

La Porta (FdI): "Non ci può essere dibattito su un fatto della storia"

"Non ci prestiamo a partecipare a un dibattito e a un giro di opinioni su una data commemorativa istituita da una legge dello Stato, perché non ci può essere dibattito su un fatto della storia. I fatti storici si ricordano e si commemorano, perciò, dopo quanto è avvenuto, comunichiamo che i gruppi di Fratelli d’Italia e Forza Italia non parteciperanno alla seduta solenne odierna". Questo quanto dichiarato da Chiara La Porta, capogruppo di FdI, prima dell’inizio della seduta solenne del Consiglio regionale. "Lasceremo l’aula – ha concluso - e ci sposteremo in Sala Affreschi per partecipare alla proiezione del docufilm previsto dall’originario programma della seduta consiliare".

Barabotti (Lega): "Bavaglio rosso a Italo Bocchino"

"In Toscana il Partito Democratico tenta di imbavagliare la memoria storica, impedendo a Italo Bocchino di intervenire nella seduta solenne del Consiglio regionale dedicata al Giorno del Ricordo. Un intervento già autorizzato e annunciato, cancellato all'ultimo minuto per le pressioni delle frange più estreme della sinistra, con una vergognosa retromarcia del Presidente del Consiglio regionale e del Presidente Eugenio Giani. Così non si onorano i martiri delle foibe né si rende giustizia agli italiani vittime di esodo, violenze e pulizia etnica. Mentre la sinistra continua a fuggire dalla propria storia, il centrodestra e tanti toscani per bene hanno comunque celebrato il Giorno del Ricordo. Un messaggio chiaro all'Italia: nessuno può censurare la storia, la verità non può essere infoibata". Così il deputato Toscano della Lega Andrea Barabotti, intervenendo in Aula alla Camera dei Deputati.

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