Chianciano Terme, violenza sessuale di gruppo: chiesti 5 anni e 4 mesi per due schermidori azzurri

I fatti risalgono all'agosto del 2023 durante un raduno internazionale di scherma. La sentenza è attesa il 24 aprile


La procura di Siena ha chiesto una condanna a 5 anni e 4 mesi di reclusione per due giovani schermidori italiani, entrambi atleti azzurri, imputati per una presunta violenza sessuale di gruppo ai danni di una schermitrice di origine uzbeka. I fatti contestati risalgono alla notte tra il 4 e il 5 agosto 2023, durante un raduno internazionale a Chianciano Terme.

La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Serena Menicucci al termine della requisitoria durante una lunga udienza. Nel quantificare la pena, l'accusa ha tenuto conto anche dell'esito positivo del percorso di giustizia riparativa intrapreso dai due imputati.

Il procedimento, proseguito oggi, si tiene con rito abbreviato davanti al giudice dell'udienza preliminare Andrea Grandinetti. Si sono costituiti parti civili sia i familiari della giovane atleta - che all'epoca dei fatti era minorenne - sia il Comune di Chianciano Terme, che ha annunciato l'intenzione di destinare eventuali risarcimenti ad attività culturali e sportive del territorio.

Durante l'udienza erano presenti in aula i due sportivi imputati. La parte civile ha avanzato una richiesta di risarcimento pari a 200mila euro per la ragazza e 110mila euro per la madre, oltre a una provvisionale immediata di 100mila euro per la giovane e 55mila euro per la madre. Le difese dei due schermidori hanno invece chiesto l'assoluzione.

La decisione del giudice è attesa per l'udienza fissata il prossimo 24 aprile.

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