Inchiesta sul 'cubo nero' a Firenze: primi avvisi di garanzia

Ipotesi di falso ideologico: avvisi di garanzia a due membri della commissione paesaggistica. Indagini sull’iter


L’inchiesta sul cosiddetto 'cubo nero' di corso Italia a Firenze entra in una nuova fase. Come riporta La Nazione sull'edizione di oggi, nei giorni scorsi sarebbero stati notificati i primi avvisi di garanzia nell’ambito dell’indagine sulla nuova costruzione sorta al posto dell’ex teatro comunale.

L’ipotesi di reato contestata a quella di falso ideologico. Gli avvisi avrebbero raggiunto due membri della commissione paesaggistica del Comune di Firenze, informati in vista di un atto investigativo. Secondo quanto trapela da fonti investigative - citate sul quotidiano La Nazione - ci sarebbero anche altri indagati e potrebbero emergere ulteriori contestazioni in materia edilizia.

L’indagine è condotta da Guardia di Finanza e Carabinieri e coordinata dal procuratore aggiunto. Al centro dell’attenzione degli inquirenti ci sarebbe l’iter che ha portato all’approvazione del progetto e alla realizzazione del complesso residenziale di lusso, composto da tre blocchi con funzioni alberghiere e serviced apartments.

Già lo scorso settembre, dopo le polemiche estive legate all’impatto estetico dell’edificio, erano stati acquisiti documenti negli uffici della Soprintendenza e di Palazzo Vecchio. Particolare attenzione, sempre secondo La Nazione, sarebbe rivolta ai pareri prodotti dai dirigenti e dal soprintendente di allora, oltre al ruolo della commissione paesaggistica chiamata a vigilare sull’impatto urbanistico e ambientale dell’intervento.

La Procura proseguirà ora gli accertamenti per verificare eventuali abusi edilizi o violazioni delle norme di tutela dei beni culturali. Al momento non risulterebbero coinvolte le committenti, attuali o precedenti, del progetto.

Dall'amministrazione del Comune di Firenze viene fatto sapere che "c'è piena fiducia nella magistratura, nella convinzione che il lavoro degli inquirenti accerterà i fatti con rigore e ricostruirà in modo inequivocabile la vicenda. Confida, inoltre, che gli uffici possano chiarire, auspicabilmente in tempi rapidi, la propria posizione confermando piena fiducia nel loro operato".

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