
I consiglieri Mossuto e Nannucci denunciano la provocazione il 10 febbraio e criticano l’amministrazione per aver "tollerato l’intollerabile"
La Lega denuncia l’esposizione della bandiera di Tito presso il Cpa, centro sociale cittadino, nel Giorno del Ricordo, parlando di una "provocazione" e criticando il silenzio dell’Amministrazione comunale.
Secondo i consiglieri leghisti Guglielmo Mossuto e Barbara Nannucci, la città "non può essere ostaggio di provocazioni dei soliti sbandati dei centri sociali" e sarebbe necessario "esigere rispetto nei confronti di morti innocenti". I due esponenti sostengono che, con l’avvicinarsi del 10 febbraio, dal Cpa torni a "sventolare la bandiera di Tito, esposta come provocazione in una giornata particolare", definendo l’episodio un affronto alla memoria degli italiani uccisi nelle foibe.
Nel mirino anche il comportamento del Comune. Per i leghisti, "questo silenzio è la cosa più grave, perché negli anni ha legittimato e protetto chi si sente autorizzato a fare tutto, sempre e comunque". Critiche anche ai contenuti diffusi sui social dagli occupanti del centro sociale, giudicati "non memoria storica, ma propaganda ideologica" e una "lettura unilaterale e militante della storia che nega il dolore di migliaia di connazionali".
La Lega conclude puntando il dito contro una presunta tolleranza istituzionale: "Il problema non è solo il Cpa, ma un’amministrazione che per anni ha scelto di non intervenire, di tollerare l’intollerabile".
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