
Il caso dopo un presidio in Duomo per i lavoratori de L’Alba. Sindacato e collettivo parlano di atto intimidatorio
Una studentessa di 17 anni, di origini nordafricane, è stata segnalata ai servizi sociali dopo aver partecipato a una manifestazione in piazza del Duomo, organizzata dal sindacato Sudd Cobas a sostegno dei lavoratori della ditta L’Alba di Montemurlo.
Il presidio risale all’8 novembre scorso e si è svolto sia all’esterno sia all’interno di un punto vendita del brand Patrizia Pepe, con una mobilitazione durata diverse ore. L’iniziativa aveva l’obiettivo di chiedere al brand di partecipare al tavolo aperto alla Provincia di Prato, a cui hanno aderito altri committenti, per assicurare pagamenti e continuità occupazionale per 18 operai.
Secondo quanto riferito dal sindacato, nei giorni scorsi la ragazza sarebbe stata convocata dai servizi sociali su segnalazione delle forze dell’ordine, con un percorso che prevederebbe ulteriori approfondimenti anche nel contesto scolastico e nelle attività extrascolastiche.
Sudd Cobas parla di un atto "intimidatorio" e "molto pericoloso", sottolineando come la studentessa non fosse l’unica minorenne presente alla manifestazione. Il caso è stato portato all’attenzione pubblica con un’iniziativa davanti alla scuola frequentata dalla giovane, dove compagni di classe e docenti hanno espresso solidarietà esponendo cartelli e volantini. È stata inoltre avviata una raccolta firme che ha superato le 300 adesioni, tra cui quelle di insegnanti e genitori.
Sulla vicenda è intervenuto anche il collettivo studentesco K1 con una lettera, in cui si contesta la gestione del caso e si denuncia un possibile rischio per la libertà di partecipazione. "Non era l'unica studentessa minorenne presente alla manifestazione, ma in almeno una decina di studenti e studentesse, l'8 novembre siamo usciti da scuola e abbiamo raggiunto il presidio in Piazza Duomo, eppure a nessun altro di noi è stata contestata la nostra presenza. Un attacco ad personam che prende di mira, non per caso, l'unica studentessa di origini marocchine." scrivono gli studenti.
Nel documento si sottolinea anche come alla studentessa sia stata contestata la semplice partecipazione al presidio, compreso l’aver interagito con i manifestanti e scandito slogan e si evidenzia che altri studenti presenti non sarebbero stati oggetto di segnalazioni.
Nella stessa lettera il collettivo annuncia che la mobilitazione proseguirà invitando a un’assemblea pubblica aperta alla comunità educante, in programma domenica 1 marzo.
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