
"La vostra repressione è la radice di ogni violenza" scrive la società romana. "Condannare le violenze" dicono da FdI che in caso contrario chiede la revoca della concessione dell'ex Cinema La Perla
"In questo fine settimana ci siamo imbattuti in un post, pubblicato sui canali social di Scomodo, società romana la cui emanazione empolese gestisce i locali dell’ex Cinema La Perla, le cui parole destano profondo sconcerto e preoccupazione. Tutti abbiamo visto le immagini terribili di quell’atto di violenza vigliacca e insensata con il quale un nutrito e ben organizzato gruppo di manifestanti, che, sabato 31 gennaio, protestavano contro lo sgombero del centro sociale di Askatasuna, ha sottratto ad un giovane poliziotto di 29 anni, Alessandro Calista, lo scudo e il casco per poi aggredirlo a terra con calci, pugni, colpi di martello e di chiave inglese". Così in una nota Fratelli d’Italia Empoli dopo gli scontri di Torino, che hanno portato anche all'arresto di un giovane toscano.
"Un episodio gravissimo che, per pura fatalità, non ha portato alla morte dell’agente - continua la nota - e che per le modalità con le quali è stato compiuto ricorda tanto le spedizioni punitive della cosiddetta “banda del martello” di cui la eurodeputata di AVS Ilaria Salis è accusata di aver fatto parte. Oltre a questo, che rappresenta sicuramente il fatto più grave, sono scorse sotto gli occhi di tutti le immagini di devastazione dell’intero quartiere torinese e dei mezzi in dotazione alle forze di polizia: il bilancio della violenza è stato di 96 poliziotti, 7 finanzieri e 5 carabinieri feriti. Non certo i numeri di una protesta, ma di una guerriglia urbana organizzata militarmente, di chiara matrice anarchica e antagonista.
Ma veniamo al post di Scomodo. Scomodo, società nata a Roma e che si autodefinisce come una comunità reale di persone, prevalentemente giovani, con lo scopo di creare spazi di espressione, condivisione e crescita per le nuove generazioni, si è fatta conoscere recentemente sul territorio empolese per essersi aggiudicata la gestione dell’ex Cinema La Perla. Ebbene, il post di Scomodo, pubblicato all’indomani dei fatti di Torino, recita testualmente: “La Vostra repressione è la radice di ogni violenza”. Ed ancora “Noi stiamo dalla parte della rabbia che questa violenza genera, una rabbia che attraversa tutte e tutti”. “La guerra agli spazi sociali, mattoni della democrazia, non l’abbiamo iniziata noi”.
Parole, queste, già di per sé inaccettabili, ma oggi ancora di più alla luce di quelle violenze, le quali hanno rappresentato un grave atto terroristico travestito da protesta, un oltraggio allo Stato di diritto, una sfida aperta alla democrazia e alla sicurezza dei cittadini e che nulla hanno a che vedere con il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero. Ma quello che Fratelli d’Italia vuole denunciare è che proprio la comunità di Scomodo, mentre, nella sostanza, attraverso le sue pagine social, giustifica gli atti criminali e terroristici di Torino che hanno colpito lo Stato e le sue istituzioni, sta beneficiando, in concreto e sul nostro territorio, di un finanziamento nazionale, stanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri-Dipartimento delle Politiche giovanili, dell’importo di €.238.000 Euro essendosi aggiudicata la gestione degli spazi dell’ex Cinema La Perla per la realizzazione delle finalità del progetto (denominato Spazio Giovani La Perla) presentato dall’Unione dei Comuni ed ammesso al finanziamento in questione. Una posizione, quella di Scomodo, non accettabile e che lascia sbalordita la stragrande maggioranza dei nostri cittadini. Da una parte si osteggia lo Stato e i suoi servitori, dall’altra se ne utilizza le risorse per finalità propagandistiche ambigue che, a questo punto, lasciano più di un dubbio".
Fratelli d’Italia "invita, pertanto, la comunità empolese di Scomodo, attraverso la sua community manager e coordinatrice Allegra Stagi, a condannare senza ambiguità le violenze del 31 gennaio a Torino, prendendo le distanze, in maniera netta e chiara, dalle parole di giustificazione di quegli stessi atti pubblicate sulla pagina di Scomodo nazionale. Se veramente, come letto sulla stampa dalle parole della stessa Allegra Stagi, l’ex Cinema La Perla dovrà essere “luogo di tutti”, “in grado di rispondere a esigenze e fasce anagrafiche diverse”, non vi possono essere opacità sugli scopi perseguiti dalla comunità di Scomodo empolese. Gli spazi sociali, per essere mattoni di democrazia, non possono strizzare l’occhio, tollerare o addirittura giustificare comportamenti violenti, a maggior ragione se questi utilizzino benefici economici e/o concessioni da parte delle istituzioni contro le quali si scagliano.
Se questa presa di distanza non dovesse arrivare, - concludono da Fratelli d'Italia Empoli - auspichiamo che l’Unione dei Comuni e lo stesso Comune di Empoli, proprietario dell’immobile dell’ex Cinema, prendano ogni opportuna e conseguente iniziativa di revoca di quei benefici".
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